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    Autore: DEATH IS NOT WELCOME HERE
    Titolo: “Revelations”
    Label: Autoprodotto
    Anno: 2005
    Nazione: Inghilterra
    Sito Ufficiale: www.deathisnotwelcomehere.com
    Genere: crossover

    Il nome di questo gruppo inglese, Death Is Not Welcome Here, va inteso come una vera e propria sfida al nemico, identificato con la morte come simbolo.
    Il MCD “Revelations” giunge dopo un primo lungo full length autointitolato e rimarca lo stile dei nostri, reso più efficace da una buona registrazione che permette di fruire bene di tutte le caratteristiche sel suono personale dei nostri.
    “Revelations”, nelle sue quattro tracce, mischia in un sol colpo una sorta di post-hardcore e tracce molto forti di alternative rock melodico e strascicato; una dose di furia new metal, legata anche al growling di Stevo e al suo riffing graffiante e ruvido, insieme a quello dell’altro chitarrista Jim, rendono efficaci le tracce del disco. Le linee vocali estreme sono però alternate ad un cantato pulito, sempre sostenuto da Stevo, utilizzato soprattutto nei cori e nei bridge.
    Il primo brano, ‘Beauty And The Beast’ è forse il più energico e si apre con un muro di chitarre di buon impatto. Subito dopo abbiamo un pezzo decisamente più melodico, ‘We Are On fire’, che fa largo uso di cori aperti all’eccesso e sicuramente si merita la palma di possibile singolo. Inoltre è da segnalare anche il bel testo della canzone, che con una forte metafora sprona i cristiani all’attivismo nella propria Chiesa: “See the armies, see how they’re ready for war and all the Earth it is longing one day.”
    L’alternarsi fra pezzi più ritmati e violenti e altri più melodici continua con le successive due tracce; mentre ‘Flirting With The World Was My Greatest Mistake’ ripon ancora la propria arma vincente nel riffing d’assalto di Stevo e nel growling la successiva bellissima ‘This Life Won’t Last’ sottolina il lato più melodico dei nostri con un coro ben costruito e una linea ritmica, costituita da James (batteria) e Andy (basso) in buono sfoggio di discrete qualità tecniche.
    Questi due pezzi dal punto di vista lirico sono invocazioni a Dio affinchè ci segua e ci aiuti a migliorare dopo i nostri sbaglio; in particolare risulta toccante nell’invocazione a Gesù: “This will not last so look around all the beauty stained in blood / This was promised this was foretold but I have comfort but I have hope.”
    Probabilmente Un album intero legato a queste sonorità risulterebbe un po’ monotono perché le soluzioni poi tendono a ripetersi ma senz’altro nell’ambito di un MCD i pezzi della band inglese hanno un discreto fascino.

    Leonardo Cammi

    Voto: 6,5/10



    ::Tracklist::

  • 01. Beauty And The Beast
  • 02. We Are On Fire
  • 03. Flirting With The World Was My Greatest Mistake
  • 04. This Life Won’t Last




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