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  • DEMON HUNTER: Demon Hunter

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    Autore: DEMON HUNTER
    Titolo: "The Triptych"
    Label: Solid State
    Anno: 2005
    Nazione: USA
    Sito Ufficiale: www.demonhunter.net
    Genere:heavy metal

    Per il loro terzo album i Demon Hunter hanno deciso di creare tre artwork e di pubblicare tre versioni di “The Triptych” con la sola differenza tra queste copie nella copertina dell’album. La scelta può essere curiosa e carina, ma “costosa” per chi volesse avere la loro discografia originale, in quanto dovrebbe comprare tre versioni identiche dello stesso album con però tre artwork diversi. Questi sono stati disegnati da Dan Seagrave (Morbid Angel) e oltre ad essere molto belli hanno la caratteristica di sembrare in continuità con quelli dei due album precedenti della band.
    L’album è strepitoso: un lavoro in cui tutte le influenze della band confluiscono creando un album solido in cui ogni canzone fa storia a sè. Al suo interno possono essere ritrovati rimandi hard rock, metalcore e anche di quell’alternative metal che al suo interno, a sua volta, contiene molte altre influenze. I Demon Hunter stanno crescendo molto bene, “The Triptych” è in sintonia ed in perfetta evoluzione rispetto ai loro lavori precedenti e testimonia che la band c’è e che non si è di fronte ad un gruppo di poco valore. La band, nel corso di questi anni, è riuscita a creare un suono proprio che la contraddistingue da tutti gli altri gruppi che cercano di unire al metalcore qualcosa di nuovo, di originale.
    In quest’album emerge molto bene come a questo suono siano stati accostati passaggi più prettamente rock, come nella bellissima ‘One Thousand Apologies’, oppure rimandi ad un metal non statico ma in cerca di nuove idee come in ‘Snap Your Fingers, Snap Your Neck’. Questi ragazzi hanno davvero dimostrato con “The Triptych” (ma anche con i lavori precedenti) di avere molte idee e di riuscire a riportarle in musica dando loro un senso ed una forma incredibilmente immediata.
    La particolarità, come si diceva, sta nell’unione o nei passaggi da basi ritmiche prettamente metal a ritornelli, strofe in cui si lascia spazio alla melodia; ed infatti si possono riscontrare canzoni più prettamente in stile Demon Hunter quali ad esempio ‘Not I’ e brani più dolci come ad esempio le bellissime ballate ‘One Thousand Apologies’ e ‘Deteriorate’. Queste aperture a basi ritmiche più “morbide”, comunque non deve lasciare intendere che non ci siano pezzi tirati e duri, come la band ha fatto in passato.
    Per quanto riguarda le linee vocali, come anche negli album precedenti, Ryan Clark sa unire linee vocali in growl con cantati puliti in maniera ottimale: in ogni canzone si possono riscontrare questo tipo di passaggi ed il tutto in perfetta sintonia con il suono. Nell’album sono presenti anche canzoni cantate solo con voce “pulita” come ad esempio la già citata ‘Deteriorate’.
    Per quanto riguarda i testi, questi sono forse meno immediati rispetto ai precedenti: sono più difficili da capire, più enigmatici anche se non mancano belle lyrics quali ad esempio quelle di ‘Fire To My Soul’ in cui si narra di come molte persone rifiutino Dio e nell’ultima frase si da la spiegazione di questo dicendo “We threw our hearts away cuz we're too afraid to feel” . In conclusione, “The Triptych” è un album intenso, molto bello, consigliabile a chiunque e a nostro avviso il migliore lavoro dei Demon Hunter.

    Davide Dalò

    Voto: 8,5/10



    ::Tracklist::

  • 01. The Flame That Guides Us Home
  • 02. Not I
  • 03. Undying
  • 04. Relentless Intolerance
  • 05. Deteriorate
  • 06. The Soldier’s Song
  • 07. Fire To My Soul
  • 08. One Thousand Apologies
  • 09. The Science Of Lies
  • 10. Snap Your Fingers, Snap Your Neck
  • 11. Ribcage
  • 12. The Tide Began To Rise




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