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Artwork
SchedaTracklist |
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Gli Early Warning System giungono dalla lontana Australia con un debutto dal sapore particolare. “Overworld” è un album di hard rock evoluto, che sicuramente potrebbe anche essere definito progressive hard rock. Non per nulla troviamo che Ty Tabor dei King’s X ha masterizzato nel proprio studio il CD; difatti il suond della band americana impregna ed ispira direttamente i quattro australiani.
I brani sono tutti abbastanza elaborati e caratterizzati da melodie tutt’altro che facilmente digeribili. Questa caratteristica alla lunga, se nelle prime track colpisce e aumenta l’interesse, diventa poi un’arma a doppio taglio perchè i brani diventano sin troppo eterei e complicati e la melodia si perde quasi del tutto.
Per fortuna abbiamo la quarta track, ‘Light The way’, che, decisamente in King’s X style, porta un po’ di melodia in più in un brano dalle armonie aperte e caratterizzato da un buon uso di cori sovrapposti. Come da manuale (vista la principale fonte di ispirazione) il bassista Nick Hanser ha un peso non indifferente nella trama dei pezzi, a partire proprio da ‘Light The Way’.
‘In Your Eyes inizia invece con una evocativa e bellissima chitarra acustica, suonata da Kevin Windross, su cui la voce di David McCallum ricama ottime linee vocali, subito doppiate da backing vocalist di buon livello (Mark Searle e Ben Schuman).
Il cristianesimo della band è molto introspettivo e di difficile lettura, come del resto la musica.
Da un lato abbiamo lyric più intricate come quella di ‘In Your Eyes’: “Confused and unsure / We walk into the light – We seek the open door / a cure to make us tight...”
Dall’altro lato abbiamo testi più diretti come quello della cavalcata di ‘Big Yellow Sun’, che è stata eseguita live a Singapore: “Oh Lord will you comfort me / I can’t go on here unforgiven / Endless hammering from a life of indecision / I remember the time when I ran hard against the grain / These were the times in which I refused to speak your name...”
Il CD viene chiuso da un bellissimo e dolcissimo strumentale, ‘KL’, che pone in primo piano il bravo chitarrista Kevin Windross, autore di passaggi veramente ricercati e complessi, ai limiti della fushion.
Nel complesso questo “Overworld” quindi può far valere notevoli numeri di tecnica e di soluzioni esecutive, ma d’altro canto non riesce a convincere del tutto per un po’ di mancanza di spontaneità che non lo rende molto emozionante. Un CD per chi cerca un progressive hard rock molto elegante, rilassato e di difficile lettura.