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| Autore: EULOGIUM |
| Titolo: "Where Solace Is Mine” |
| Label: Son Of Man Records |
| Anno: 2006 |
| Nazione: USA |
| Sito Ufficiale: www.myspace.com/eulogium |
| Genere: black metal |
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Armando Lopez è il polistrumentista giovanissimo che sta dietro il monicker degli Eulogium, onemanband proveniente dal Texas, per l’esattezza da Laredo. Nelle lande della terra dei cowboys vede la luce questo progetto di grim, oscuro e fierissimo UN-black metal, come dichiarato dallo stesso musicista. Il primo prodotto del lavoro di Lopez è un demoCD, "A Light In The Darkness", uscito nel 2005 e caratterizzato da un pressapochismo incredibile e suoni orribili a sentirsi. Questa nuova opera, “Where Solace Is Mine”, vede la luce nel 2006 grazie alla label Son Of Man Records, che nasce con il chiaro intento di promuovere un movimento di unblack metal band che si riconosca pienamente nella scia tracciata dagli Horde con “Hellig Usvart” (1993). Questo determina per band come gli Eulogium (ed anche per compagni di etichetta come i polacchi Firethrone) un porsi in netta antitesi alle tematiche orribili dei gruppi black satanisti, cantando lodi a Dio e sfide palesi a chi ha abbracciato anche nel versante artistico-musicale fedi e ideologie aberranti e se ne fa purtroppo promotore.
Questo secondo lavoro degli Eulogium fa intravedere buoni progressi e si fa apprezzare da subito, per la scelta di optare per una vera batteria, suonata anch’essa, come tutti il resto (tranne il bass programming) da Lopez.
La produzione del CD è decisamente rozza e per nulla curata. Se da un lato il sound della batteria è vitale d’altro canto risulta “distrutto” da un volume ed una resa insufficienti che lo anestetizzano minandone l’impatto. I suoni di chitarra sono estremamente zanzarosi ed a tratti quasi fastidiosi ma inspiegabilmente riescono spesso a creare un buon muro di potenza.
Le parti di tastiera, semplici ed a tratti quasi troppo elementari, si ascoltano con piacere. I punti di forza della release sono quindi incentrati nell’uso della voce di Armando, veramente azzeccata, con passaggi repentini da uno screaming black molto sofferto a growling profondo, nonchè da parti appropriate di chitarra acustica che riescono spesso a creare un'oscura, "pesante" e quindi riuscita atmosfera.
Infatti se da un lato i brani più canonici di black metal diretto e grezzo non convincono molto, le tracce più strutturate riescono a convincere un po’ di più.
Primo episodio veramente buono in questo senso è ‘Calling The Weary Home’, che inizia con passaggio estremamente epico dettato da un riffing di chitarra insolitamente melodico. Il pezzo poi è caratterizzato da un andamento cadenzato che sottolinea la potenza dalle partiture create da Armando, che canta egregiamente (peccato ancora per i pessimi suoni della batteria, quasi ovattati anche in questa occasione).
Altro momento avvincente è caratterizzato dall’intro di pianoforte gelido di ‘The Solitary Nocturne’, pensato ottimamente, che ci porta al delirio black velocissimo di ‘Nigrescent Celestia’, decisamente uno degli episodi meglio riusciti fra quelli speed che ricorda in parte i Frost Like Ashes, che fa registrate anche un buon lavoro alla batteria.
Discorso a parte va poi fatto per ‘Amidst The Storm’, brano caratterizzato da claustrofobiche tastiere e parti lunghissime di chitarra acustica, condite dalla voce cantilenante di Armando. In questo brano sentiamo la tradizione dei gruppi black norvegesi che giocano soprattutto sulle atmosfere, a partire dagli scarsissimi Burzum.
Altro momento catalizzante è legato a ‘Psalm 1’ che vede un emozionante incrocio fra il suono di un battito cardiaco e due chitarre acustiche che si sovrappongono a creare una dolcissima e malinconica melodia che ci porta alla parte più “forte” del brano, caratterizzata da ritmi iper-veloci in piena tradizione Horde.
Il CD si conclude con l’invocazione ‘O Come, O Come, Emmanuel’, altro pezzo di black metal rozzo ed epico, introdotto da una voce evocativa e pulita che ritorna nel corso della track ad incrociarsi con lo screaming black; il mix fra le due linee vocali crea un’atmosfera veramente di buon impatto, che denota la gamma decisamente ampia di possibilità espressiva a disposizione del polistrumentista texano.
Il CD nel suo complesso, se godesse di una produzione livemente più attenta e di una maggiore cura soprattutto delle parti ritmiche, probabilmente meriterebbe una valutazione anche maggiore.
A livello lirico i pezzi sono legati alla fede nella vita dopo la morte (‘Death, What Hold Hav'st Thou?’) ed a come l’uomo guadagna con il suo operato la salvezza, poichè spesso sembra che gli esseri umani durante la vita non seguano la giusta via.
In definitiva “Where Solace Is Mine” è un disco di (un)black metal che entusiasma a tratti e che fa ancora intravedere forti lacune che sicuramente il genio compositivo di Armando Lopez saprà colmare nel prossimo futuro. Nel frattempo tutti gli appassionati del black metal d’ispirazione cristiana più rozzo e minimalista possono orientarsi tranquillamente su questo prodotto.
Leonardo Cammi
Voto: 6,5/10
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| ::Tracklist:: |
01. A Light in the Darkness
02. Death, What Hold Hav'st Thou?
03. Calling The Weary Home
04. The Rope Stands Vacant
05. Amidst The Storm
06. The Solitary Nocturne
07. Nigrescent Celestia
08. Psalm 1
09. O Come, O Come, Emmanuel
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