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I Grave Forsaken giungono con "This Day Forth" al loro terzo full length, traguardo invidiabile per la formazione australiana che non tradisce la la sua tradizione e vocazine ad un thrash metal grezzo e diretto che fa intravedere chiare ed evidenti derivazione di metallo classico.
Questo mix che poteva essere il punto di forza dell'album è in realtà il suo puinto debole. Infatti il CD non è abbastanza estremo e brutale per accontentare gli amanti del thrash ed allo stesso tempo è troppo grezzo e sguaiato per convincere i fan del metal classico.
Un vero peccato perchè la miscela dei nostri può ricordare da un lato i secolari Overkill oppure i più thrashy (leggende christian) Mortification, ma rispetto a queste due formazioni manca una fluidità ritmica che diventa grave mancanza.
Questo non intacca affatto l'abilità dei singoli strumentisti, anzi da questo punto di vista non possiamo che segnalare l'abilità estrema del batterista Dave Kilgallon, che in 'Death Undone', grazie ad una matrice compositiva molto aperta, inserisce un discreto numero di interventi ai limiti dell'assolo che evidenziano la sua preparazione tecnica e la sua inventiva.
Altro punto a favore della release è il lavoro eseguito a livello di produzione, potente e secca, che riesce a far risaltare bene le song quando sono davvero riuscite.
In tal senso si resta ad ascoltare con piacere una batosta come 'Holy Blood' in cui il riffing Slayer style ci assale insieme ad una linea vocale acida e rovente. In questo pezzo colpiscono anche gli ottimi assoli incrociati di chitarra di Vaughan Gregory ed Elias Salmela.
Non mancano purtroppo anche alcune song davvero fiacche come la conlcusiva 'Affluenza' in cui anche la linea vocale, eccessivamente pulita e per niente convincente, contribuisce non poco ad affossare un pezzo già noioso grazie a una linea ritmica molle e non incalzante.
In tal senso facciamo
anche notare una ricerca di varietà a livello di linee vocali, visto che tranne il batterista, tutti portano il loro contributo al microfono; infatti oltre alla voce pulita decisamente ininfluente di Tim, si possono ascoltare anche momenti più aggressivi, ai limiti del growl, che forse potevano dare una scossa in più ai brani se fossero stati utilizzati con meno avarizia.
A livello di liriche i nostri colpiscono positivamente con messaggi chiari che vanno a difendere, spesso anche con aggressività, l'etica cristiana. Esempio lampante è 'Holy Blood', brano d'accusa contro l'aborto, che evoca immagini brutali e sanguinarie: "The mind of the stillborn writhing in torture, / Sensing the absence of the heartbeat; / Yet moving onward, trudging through the gore / Of a life in separation, hatred to the gore. / (...) Behold the precious gift sent from God above; / Pierced flesh, dripping blood, cleansing us of our sin."
I Grave Forsaken non hanno nemmeno peli sulla lingua quando parlano della decadenza dei costumi e della ricerca del successo di una società che si allontana dai modelli cristiani; ovviamente la conclusione del brano evidenzia come solo Dio possa concedere la vera felicità e la salvezza: "Wanting more, never satisfieed / Clutching at straws to find happiness. / Money cannot save your soul; /Only God's love can fill the hole."
In conclusione con "This Day Forth" i Grave Forsaken danno vita ad un album avvincente soltanto a tratti, che potrà interessare soprattutto chi ama le uscite thrash meno aggressive dei vari Megadeth, Overkill ed Exodus.