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I quattro buontemponi dei Grave Robber tornano con un secondo album ancora all'insegna di un quanto mai inedito horror-punk di stampo cristiano.
Musicalmente i nostri sono legati strettamente a quanto già proposto dai Misfits al punto di rappresentarne quasi un clone, mentre a livello di immaginario lirico si rifanno ai primi album splatter di Alice Cooper, con un gusto per l'eccesso e il cattivo gusto degno di nota (da vedere in questo senso anche i costumi e il trucco adottato dei nostri, mostri simili al make-up dei Lordi ma anche con un tocco malsano vicino ai primi Death SS).
L'originalità della proposta sta nel fatto che i nostri veicolano questo sound con un messaggio di stampo cristiano... e questo si che risulta inedito e molto particolare. Ovviamente i testi dei Grave Robber non sono diretti come quelli degli Stryper; le lyrics dei nostri vanno ascoltate e lette e fra le righe si scoprirà allora come, nel bel mezzo di dozzinali storielle horror si possono trovare citazioni bibliche.
Lo stile di stesura dei testi è quindi sempre colmo di ironia e sarcasmo, come dimostra l'esorcismo cantato in 'Shadows': "Demon on the run / Whoah-oh, I cast you out / serpent trampled on / whoah-oh, I cast you out / In the name above all names / Back to hell where you belong."
I brani che compongono "Inner Sanctum" sono tutti brevi e diretti, decisamente elementari e si fanno ascoltare con fluidità. Si alternano track direttamente clonate dai Misfits come la rocky 'Fear No Evil', che con il suo coretto immediato risulta una delle più appetibili, a pezzi più estremi e quasi hardcore come l'ottima 'I'm Possessed', o ancora canzoni quasi rock'n'roll come la divertentissima 'Tell Tale Heart'.
Il livello adrenalico di coinvolgimento in parecchie song è infuso dal bassista Carcass (da sentire in questo senso l'attacco al fulmicotone di 'I'm Possessed') e dal batterista (anzi il doom tubs per dirla in stile Grave Robber) Plague, mentre il singer (o meglio il Vokill) Wretched fa il verso a Danzig ma riesce a risultare coinvolgente.
Nel complesso buona parte dei pezzi proposti diverte e coinvolge e il livello discreto del CD è rimarcato da alcuni brani anonimi che non giovano all'economia della release; divertente e arguto.