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| Autore: HOLY BLOOD |
| Titolo: "Waves Are Dancing" |
| Label: Total Armageddon |
| Anno: 2005 |
| Nazione:Ucraina |
| Sito Ufficiale: www.holyblood.metal-forever.com |
| Genere: epic black metal, folk |
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Secondo album per gli ucraini Holy Blood, che non tradiscono le aspettative e sfornano un disco superiore anche rispetto al debutto. La matrice musicale dei nostri è sempre un black metal epico con un aggiunta ulteriore di inserti folk che rendono sempre più interessante e piacevole l’ascolto del platter.
Il flauto ma anche le tastiere (un Korg Triton Le) di Knyazyova Vera Vitalievna si possono ascoltare un po’ ovunque, a partire dalla bellissima cavalcata iniziale ‘To Heaven’ e per proseguire con ‘The Spring’, introdotta sempre dal medesimo strumento a fiato. Quest’ultimo pezzo si basa proprio su una ritmica folk che viene ripresa anche dalle chitarre e l’insieme dell’apporto dei vari musicisti intesse una matrice quasi da “favola d’altri tempi” per un pezzo affascinante a dir poco (ottimi anche i meravigliosi cori).
I cori assumono molta importanza nel successivo pezzo ‘Jerusalem’, che ancora una volta vede eseguito un mix sublime fra la melodia folk, il flauto, le tastiere e l’assalto delle chitarre distorte ed il growl (mai oscenamente violento e incomprensibile). Detto questo, però, va aggiunto che i veri protagonisti di questo brano sono gli epicissimi cori in voce profonda, bassa e melodica.
Uno dei pezzi più particolari e folk del lotto è la divertente ‘The Fair’, che si basa proprio su ritmiche popolari, in una giravolta di saltelli e balzi.
Ottimi e ben riusciti sono anche i brani in cui compaiono vocalizzi femminili, come ad esempio ‘I Flow Towards The Fate’ ed ancora di più ‘In The Last Battle’, uno dei pezzi migliori del platter, in cui la furia del black si incrocia perfettamente con gli strumenti folk e con i cori, senza dimenticare l’ottimo lavoro svolto da Nagorny Sergey Petrovich alla chitarra, grazie ad un riffing stupendo.
I testi dei nostri, scritti in ucraino (ma sul loro sito è possibile trovare i testi in inglese) variano da liriche più fantasy a brani che glorificano l’opera di Dio per gli uomini, grazie alla Creazione.
Due esempi lampanti in tal senso sono proprio le prime due song, ‘To Heaven’ e ‘The Spring’, che recita: “The land is full / Of tears of despair / And full of disillusionment / As the sharp winter / The land strives in search / Of celestial warmth / For God’s springtime / To come for frozen souls.”
Ottimo anche il brano dedicato a Gerusalemme, ossia ‘Jerusalem’, che ne sottolinea l’importanza salvifica: “Holy town, Jerusalem / Unearthly, but coming down from heaven / Opens the gates to all / Who take salvation. / God’s truth will be made / The sinful world will burn / But for God’s sons of truth / Jerusalem will come down.”
A rendere ancor più interessante il prodotto nella sua interezza abbiamo anche un video clip ben realizzato di ‘The Spring’.
In conclusione è assolutamente necessario recuperare questa gemma che pone alla ribalta del genere una band veramente interessante.
Leonardo Cammi
Voto: 9/10
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| ::Tracklist:: |
01. Intro (instrumental)
02. To Heaven
03. The Spring
04. Jerusalem
05. I Flow Towards The Fate
06. Baptising Of The Rus (instrumental)
07. In The Last Battle
08. Fair
09. Waves Are Dancing
10. Outro (instrumental)
11. The Spring (video clip)
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