Home..†..News..†..Recensioni..†..Interviste..†..Concerti  
         

:: Menù::

  • APPROFONDIMENTI

  • LINKS

  • FORUM

  • GUESTBOOK

  • STAFF



  • ::Altre informazioni::

    Recensioni
  • IMMORTAL SOULS: Under The Northern Sky

  • Report
  • ELEMENTS OF ROCK: 22/04/06



  • ::Contenuti::

    Autore: IMMORTAL SOULS
    Titolo: "Wintereich"
    Label: Dark Balance Records
    Anno: 2007
    Nazione: Finlandia
    Sito Ufficiale: www.immortalsouls.com
    Myspace: immortalsouls
    Genere: death metal

    A due anni esatti dall’uscita del discreto “Once Upon A Time In The North” tornano gli Immortal Souls, fautori di un melodic death metal a tratti black, pieno di atmosfere gelide e invernali provenienti direttamente dalla tradizione finlandese.
    La band, come mostrato nei lavori precedenti, ha un sound potente e solido che deve parecchio ai secolari Children Of Bodom, Wintersun, In Flames, Dark Tranquillity e Immortal. E’ infatti normale abbozzare qualche paragone di troppo con i gruppi già citati, soprattutto per le ritmiche serrate, per i riff e per le melodie sviluppate, ormai vero e proprio marchio di fabbrica delle death band scandinave.
    Inoltre i quattro si fanno portatori di un messaggio positivo che troviamo espresso parecchie volte nei testi, molto diretti, delle canzoni che trattano oltretutto anche temi inerenti all’inverno e al freddo gelido.
    Si parte a mille con il brano di apertura, ‘Nightfrost’, speed song dalle tinte black che risente dell’influenza di Immortal e dei primi Children e non può che essere miglior pezzo di apertura all’intero disco. La successiva ‘Feareaper’ si mantiene, anch’essa, su velocità sostenute e marcate, dove è ancora la melodia a dominare e a guidare la canzone per tutta la sua durata, in modo particolare nei fraseggi di chitarra e nei chorus che ricordano non poco i “bambini del lago maledetto”.
    Significativo e riflessivo il testo della canzone che sembra quasi trasmettere la paura dell’uomo nell’errare e nel commettere errori di percorso nella propria vita: “From light into dark / I fall into fear into the unknown, the interlayer / I set candle to burn / Some light to my room in need of cleansing flame before I implode / Oh - fear is all I reap / Oh - is fear all I seek? / Gleam of subtle light in layers of my soul deep within the core / Deeper than I know / Lonely candle burns cast light to my room / I stare it for awhile before I implode / Fear - the burden I hold in this slough of despond / Will I descend? Layer of man / Layer of Judas / Layer of Jesus / Oh - Fear is all I reap”.
    Un bellissimo riff di chitarra introduce uno dei pezzi più brillanti e riusciti dell’intero lavoro, ‘Frozen Inside’, che mette in luce il carattere più thrash e heavy della band, qui influenzata moltissimo anche dal metal americano; Pantera, Testament, Death e Obituary sono ulteriori punti di riferimento a cui si aggrappano gli Immortal Souls.
    I brani successivi rimangono sulla stessa lunghezza d’onda, senza momenti particolarmente scintillanti e senza troppi cali di tensione.
    Arriviamo così a ‘Constant’, una delle prime composizioni per “Once Upon A Time In The North”, diventato uno dei cavalli di battaglia del gruppo soprattutto in live-session. L’episodio in questione è un classico esempio di melodic speed death di scuola scandinava, dove sono ancora i supernominati Children Of Bodom (emulati anche nel colore rosso, verde e blu delle copertine degli altri CD), In Flames e Dark Tranquillity ad emergere dalle influenze del combo di Helsinki. Molto belli in questo senso i vari riff sfornati ma anche il motivo principale e i chorus, sostenuti entrambe da incroci di chitarra e partiture melodiche che rendono questa ‘Constant’ una canzone che farà felice più di un metalhead.
    Si torna a picchiare duro con l’ ottava traccia, ‘Heart Of Cold’, che mette ancora in evidenza il lato più thrash degli Immortal Souls per mezzo di parti molto heavy davvero azzeccate e potenti al tempo stesso, anche se dopo qualche minuto mostra segni di stanchezza per la ripetitività eccessiva di alcuni frangenti.
    La conclusione dell’album è affidata, infine, alla title track, sicuramente più articolata e atipica rispetto ad altre, dove ad emergere è la variante della voce pulita nel ritornello che contribuisce fortemente a rendere il tutto più imprevedibile.
    Gli Immortal Souls non si fanno certo notare per originalità e freschezza di idee, ma il loro lavoro lo svolgono più che bene, anche se con quattro dischi all’attivo e un paio di demo sarebbe legittimo aspettarsi qualcosina in più da una band, che comunque si conferma essere un punto di riferimento del christian metal europeo. Una delle caratteristiche che sicuramente vi colpirà in questo disco è la componente melodica espressa nella musica che gioca un ruolo fondamentale e pur senza l’apporto della tastiera riesce ad essere concisa e ben amalgamata con il suono.
    Se siete amanti del death melodico glaciale di provenienza nordica allora “Once Upon A Time In The North” vi potrà fare solo felici pur senza esaltarvi particolarmente, mentre al resto del pubblico si consiglia semplicemente un ascolto.

    Salvo “TuriMetal” Grasso

    Voto: 6,5/10



    ::Tracklist::

  • 01. Nightfrost
  • 02. Feareaper
  • 03. Frozen Inside
  • 04. Icon Of Ice
  • 05. Color Of My Skin
  • 06. Constant
  • 07. Idlestate
  • 08. Heart Of Cold
  • 09. Winter Of My Discontent
  • 10. Black Water
  • 11. Wintereich




  • ::Design by Vocinelweb.it Free Web Templates::