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I Julian Drive suonano un ottimo rock moderno dotato di un gusto della melodia che scade raramente nel banale. La band statunitense è arrivata al debutto dopo anni di attività on stage e questo fatto forse di per sè carica in modo particolare i brani di maggior groove e trasporto. I nostri infatti si fanno prima notare nel 2004 vincendo il concorso Exalting Him National Talent Search, che contava ben 2.000 concorrenti.
Poi dal 2006 ad oggi i Julian Drive han suonato almeno 260 concerti attraversando gli Stati Uniti in lungo e in largo, condividendo lo stage con artisti come Crowder Band, Disciple, Tree 63, Israel Houghton e molti altri ancora.
"My Coming Day", il loro primo album, è pieno zeppo di hit potenziali che conquistano l'ascoltatore sin dal primo ascolto; citiamo per cominciare l'ottima 'Cry', malinconica ma dotata di una carica definitiva nel passaggio dalla strofa al bridge che anticipa l'esplosione del chorus.
Altro vero e proprio pezzo eccelso è 'Not My Fight', una song che ancora riesce a comprimere in modo eccellente l'energia in un narrato-cantato di indubbio fascino eseguito da Shane Bowers per esplodere nel ritornello dettato dalle chitarre di Jesse Triplett.
Il testo del brano è molto drammatico e parla della lotta interiore di una persona colta dal dubbio che spera nell'aiuto di Dio per vincere le sue paure, le sue incertezze... e Dio lo ascolta: "A battle rages deep in me, not one that human eyes can see / Struggling That I might be, liberated and set free / Don't have to be afraid, to face another day (...) / Just when I think it's at an end, hurting presses in again / broken and so bruised within, sometimes I think I'll never win / I believe what You say, that You'll take it all away / So hard to hide this fight I have inside / I give it to You, now that I realize."
Non mancano nel CD anche alcune di tono che non convincono come ad esempio la piatta 'One Step Away', ma ci si riprende subito grazie all'ariosità ed all'apertura melodica della bellissima 'Unplug', brano che nella sua fisicità denota un pizzico di punk-pop.
I Julian Drive convincono anche nel risuonare brani di altri, come dimostra la toccante cover di 'The Reason' (originariamente degli alternative rocker statunitensi Hoobastank), un brano molto melodico in cui le parti di tastiera, ad opera di Shaun Bennet, si fondono alla perfezione con le linee vocali di Shane a incanalare emozioni malinconiche ed allo stesso tempo vivaci.