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Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: KEKAL
  • Titolo: "Acidity"
  • Etichetta: Fear Dark
  • Anno: 2005
  • Nazione: Indonesia
  • Website: www.geocities.com/thtunderground/kekal/
    index1.htm
  • Myspace: -
  • Genere: alternative metal
  • Tracklist

  • 01. Characteristicon
  • 02. Strenght In My Weakness
  • 03. The Neighbor’s Morality
  • 04. A Dream For A Moment
  • 05. Broken
  • 06. Envy And Its Manifesto
  • 07. The Way Of Thinking Beyond Comprehension
  • 08. Romanitika Destruksi
  • 09. Blessing In Disguise
  • 10. Empty Space


  • Altre Informazioni

    Nessuna ulteriore informazione disponibile per questo artista


    KEKAL "Acidity"

    Quinto album per questa band Indonesiana che propone un black metal cristiano sperimentale, sempre più lontano dai canoni del black puro per avvicinarsi ad un’elettronica viva, con tante influenze metal. L’uso smodato dell’elettronica è centrale in quest’album che nel complesso non convince del tutto, pur essendo un lavoro costruito bene ed in linea con la maturazione di questo gruppo.
    I cantati in screaming sono pochi, viene preferito il canto pulito, i passaggi veloci tipici del black sono ridotti al minimo, come anche l’uso tipico delle chitarre, che in questo album sembrano suonare tutto ciò che il panorama rock offre.
    “Acidity” non annoia; i ‘Kekal’ non hanno un suono statico, immobile, fine a se stesso, liquidabile dopo un solo ascolto; anche in questo CD, come nei precedenti, si ritrovano passaggi di ogni tipo, cambi di tempo, accelerazioni, ripartenze, momenti di follia, ma questi sembrano integrarsi non in maniera ottimale con il suono generale. E’ come se i Kekal avessero in parte perso quella brillantezza che li aveva contraddistinti e che rendeva i loro lavori decisamente interessanti.
    Per una persona amante dell’elettronica questo può essere un ottimo lavoro, per un amante del black metal sarà difficile da digerire.
    ‘Acidity’ lascia con un po’ di amaro in bocca; è un album che sembra spiccare il volo da un momento all’altro, senza farlo mai.

    Davide Dalò
    Voto: 6,5/10