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Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: MAIN LINE RIDERS
  • Titolo:"Worldshaker"
  • Etichetta: Retroactive Records
  • Anno: 2009
  • Nazione: USA
  • Myspace: mainlineriders
  • Genere: hard rock
  • Tracklist

  • 01. It All Ends Tonite
  • 02. Throwin' Bones To The Wolves
  • 03. Hell Ain't A Good Place To Be
  • 04. Through With You
  • 05. Comin' Home
  • 06. Broken Hearted
  • 07. Woldshaker
  • 08. Power Surge
  • 09. Chrome & Steel
  • 10. Rhythm-N-Blues
  • 11. We Are Ready Ones
  • 12. It's A Revolution

  • Altre Informazioni

    Recensioni

  • MAIN LINE RIDERS: Shot In The Dark


  • MAIN LINE RIDERS  "Worldshaker"

    Tornano con il loro secondo album gli statunitensi Main Line Riders, con una line-up completamente rivoluzionata rispetto a quella presente nel debutto "Shot In The Dark". Del combo iniziale rimane solo il chitarrista e compositore principale Cliffy che si avvale per la creazione di questi nuovi brani, del nuovo singer Shawn Edward Browning, emulo o meglio dire clone del compianto Bon Scott.
    Questo cambiamento al microfono è il primo e più evidente fra quelli che si incontrano in "Worldshaker"; infatti il timbro nasale e selvatico di Shawn si distanzia decisamente dallo stile del predecessore Mikey Mayhem, decisamente più interessante e personale.
    L'aspetto linee vocali si riflette ancor di più sulle song che già di partenza sono ancor di più, in questa seconda release, un tributo persino sfacciato agli AC/DC in versione christian.
    Non manchiamo ad esempio di citare 'Hell Ain't A Good Place To Be' che fa il verso evidente al classico degli Ac/Dc 'Hell Ain't A Bad Place To Be', facendo presente, a livello lirico, che l'aspetto affascinante della vita sregolata del rocker non ha nulla di valido: "Ya don't need no rules / ain't gonna be nobody's fool / It's your life do whtacha please / But your rock'n'roll pride is a deadly disease."
    Nel CD si alternano quindi song dall'impatto diretto e potente a brani più hard-blues, ma anche lenti come l'ottimo 'Comin' Home' in cui la ruvidità creata normalmente dal combo viene diluita in un mix malinconico e riuscito.
    Dal punto di vista musicale l'unico limite, abbastanza evidente, è proprio questo eccessivo legame con la propria fonte d'ispirazione, ossia gli Ac/Dc che rispuntano praticamente in ogni track, facendoci ricordare diversi classici della band aussie; il fatot di aver poi alla voce un vero e proprio clone di Bon Scott rende ancor più pesante questo difetto.
    In ogni caso buona parte dei pezzi sono godibili e il messaggio dei nostri volto a sottolineare come lo sballo del cocker ci possa essere ma nel nome di Dio e senza esagerazioni è davvero importante. Da ascoltare.

    Leonardo "Crusader" Cammi
    Voto: 6,5/10