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| Autore: MARTIRIA |
| Titolo: "The Age Of The Return" |
| Label: Underground Symphony |
| Anno: 2005 |
| Nazione: Italia |
| Sito Ufficiale: www.martiria.com |
| Genere: epic metal |
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L’esaltazione del coraggio, in battaglia come nell’affrontare le prove della vita, è uno dei temi ricorrenti dell’ epic metal. E di coraggio i Martiria ne mostrano tanto nell’affidarsi, per il concept del secondo disco, “ The Age Of The Return “ al Libro per eccellenza: La Sacra Bibbia.
La scelta di cimentarsi con un monumento della storia e dello spirito dell’umanità si rivela vincente, spingendo la band capeggiata dal chitarrista Andy Menario e dal cantante ex Warlord Rick Anderson a concepire un’opera che va ben oltre gli standard di un pur valido disco di epic metal fatto di intro magniloquente, ritmiche spaccaossa, cori guerreschi e di un cantante dall’ugola d’acciaio.
Che la musica di “The Age Of The Return” sia ben altra appare chiaro sin dall’opener ‘Last Chance’: atmosfera quasi dark con rumori di temporale, rintocchi di campana e un coro che sembra uscire da un monastero ortodosso, che si scioglie in una suggestiva danza per chitarra acustica e cimbali. Ed è solo l’inizio. Nell’ora seguente, i protagonisti delle storie dell’Antico (Adamo ed Eva, Mosè, Sansone) e Nuovo Testamento (Giovanni Battista, Giuda, Pilato, S. Pietro e lo stesso Gesù) rivivono le loro vicende attraverso brani che miscelano sapientemente la potenza del metal, un gran senso della melodia, generose porzioni acustiche, arrangiamenti orchestrali sobri quanto efficaci e un coro di voci maschili che conferisce, dove occorre, la giusta solennità e drammaticità. Notevoli anche i testi, autentico valore aggiunto, scritti dal poeta Marco Capelli, volti ad evocare, più che la sacralità o l’eccezionalità dei personaggi biblici, la loro sofferta umanità, si tratti dei dubbi che assalgono Mosè durante il viaggio verso la Terra Promessa (nella solenne ‘ Exodus’), o il rimorso di Giuda, piccolo uomo schiacciato da un disegno assai più grande di lui (l’evocativa ballad acustica ‘ Regrets’), i pensieri di S. Pietro, in carcere prima del Martirio (‘So Far Away’ dai riff di impatto immediato), o l’angoscia umanissima di Gesù dinanzi al dolore di sua madre al compimento della sua Passione (la drammatica ‘The Cross’, dall’impianto sinfonico corale).
Un discorso a parte merita ‘The Giant And The Shepherd’, tra i migliori brani del lotto, sospesa tra magici intrecci di chitarra acustica e flauto e parti ultraepiche, e con un testo che sembra sottolineare, laicamente, come sia il destino a designare i ruoli della storia ( “Who says you can always pick your path / has never been on a battle field/Sometimes there isn’t a real choi.if you are David or Goliath/ isn’t up to you.”
Le angosciose visioni dell’Apocalisse di S. Giovanni dell’articolata e melodica title track concludono un ottimo disco che, grazie alle prestazioni di un cantante che ai virtuosismi vocali preferisce le doti di sensibile interprete e a un chitarrista che imbraccia con altrettanta disinvoltura elettrica e acustica, proietterà di sicuro i Martiria nell’olimpo dell’epic metal europeo.
Bruno Gargano
Voto: 8,5/10
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| ::Tracklist:: |
01 Last Chance
02 A Cry In The Desert
03 Misunderstanding
04 The Giant And The Shepherd
05 Exodus
06 Regrets
07 The Cross
08 So Far Away
09 Hell Is Not Burning
10 Memories Of A Paradise Lost
11 Revenge
12 The Age Of The Return
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