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| Autore: MAYLENE AND THE SONS OF DISASTER |
| Titolo: "Maylene And The Sons Of Disaster" |
| Label: Mono Vs Stereo |
| Anno: 2005 |
| Nazione: USA |
| Sito Ufficiale: www.mayleneandthesonsofdisaster.us |
| Genere: southern metalcore |
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Dallas Taylor nel 2002 aveva lasciato gli Underoath, band con cui ha pubblicato tre album di cui due hanno lasciato un segno indelebile nella storia del metalcore, Cristiano e non. In seguito insieme a Josh Cornutt, Lee Turner, Roman Havaland e Scott Collum (rispettivamente alla chitarra, batteria, basso e chitarra) ha formato i Maylene And The Sons Of Disaster con cui, quest’anno, finalmente, ha pubblicato l’album omonimo di debutto.
La band propone un suono che nulla ha a che vedere con quello degli Underoath, nè per quanto riguarda il cosiddetto “blackened metalcore” dei primi due album, nè per quanto riguarda il rock di “The Changing Of Times”.
“Maylene And The Sons Of Disaster” è un album che fonda il proprio suono su quel southern metal e rock tipico della scena musicale americana e su una base fortemente metal tendente al thrash. Qualcuno nel web per descrivere il sound di quest’album ha suggerito di pensare di unire i Black Crowes con i Living Sacrifice: questo non renderebbe del tutto l’idea ma fa capire vagamente la direzione intrapresa da Taylor e soci.
L’album inizia in maniera incredibile in quanto le basi ritmiche delle prime canzoni sono una potenza che colpiscono l’ascoltatore trafiggendolo: i riff sono ottimi, soprattutto quello di ‘Caution, Dangerous Curves Ahead’ che rimane nella testa dell’ascoltatore per giorni. L’album cala un po’ il tiro a metà del lavoro, ma si riprende benissimo nelle ultime canzoni in cui ritornano prepotentemente riff possenti e pesanti. I Maylene nel corso dell’album non si discostano molto dal suono che hanno deciso di proporre, ma non mancano bei passaggi e cambi di tempo, come ad esempio in ‘Caution, Dangerous Curves Ahead’ in cui si può anche ritrovare un po’ di rock’n’roll veloce e allegro che fa di questa canzone una delle migliori dell’album. La band affonda le proprie radici anche nell’heavy metal/thrash che, seppur in pochi passaggi, riesce ad unire al resto del suono senza “strappi”, ma in maniera fluida e gradevole.
Taylor, come aveva fatto anche nel suo ultimo album con gli Underoath, non canta mai in growl, ma urla, come quest’anno ha fatto anche Espevoll con “The Blueprint Dives”, trovando però anche momenti (pochi, pochissimi) in cui lasciare spazio a cantati puliti.
‘Just Wanted To Make Mother Proud’ che chiude l’album è una canzone che prende le distanze dal resto dell’album, in quanto non sono presenti quei riff che hanno dominato per tutto il lavoro, ma è la chitarra acustica ad essere protagonista: inizia con solo questa per poi terminare in un rock leggero che permette all’ascoltatore di riprendere fiato prima di ricominciare ad ascoltare l’album ancora e ancora.
E’ un lavoro bello, molto bello che cattura la persona e la trascina con sè per tutta la durata dell’album. Nonostante la sezione centrale non sia all’altezza della parte inziale e finale dell’album, “Maylene And The Sons Of Disaster” rimane un gran bel lavoro e lascia la speranza di un ulteriore miglioramento in futuro.
Infine, Dallas Taylor è uno di quegli artisti cristiani che non si limita ad affermare nelle interviste di essere un credente, ed infatti, nei suoi testi non si vergogna di mostrare il proprio amore per Cristo: l’aveva fatto negli Underoath ed ora nei Maylene non fa di meno. In quest’album il cantante ha prestato molta attenzione ai testi che in generale parlano della relazione tra Dio e gli uomini: ad esempio in ‘Caution, Dangerous Curves Ahead’ viene chiesta a Dio una ragione per vivere, mentre in ‘The Road Home To Panther Creek’ si parla della vita spirituale.
Davide Dalò
Voto: 7,5/10
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| ::Tracklist:: |
01. Caution, Dangerous Curves Ahead
02. Gusty Like The Wind
03. The Mind Of A Grimes
04. Hell On The Rise
05. Tough As John Jacobs
06. The Road Home To Panther Creek
07. Never Stop Haunting
08. Lady At The Gate
09. Bang, The Witch Is Dead
10. Just Wanted To Make Mother Proud
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