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Che bella sorpresa made in Italy! Dopo Metatrone, Hypersonic e Inside Mankind ecco aggiungersi un’altra ottima band nel panorama christian metal italico, i salernitani Members Of God.
I cinque musicisti, formatisi nel 2009 da un’idea di Enzo Donnarumma (in arte Jesus Of Nazareth), sfornano davvero un buon debut e concept album dal titolo “Ten Talking Words”, sfoggiando un’ottima tecnica compositiva e personale. Le influenze principali del combo, oltre che sinfoniche, sono sicuramente orientate verso il prog metal più puro con riferimenti chiari a band come Dream Theater, Circus Maximus, Pain Of Salvation e Symphony X.
I temi trattati nelle canzoni sono esplicitamente cristiani e teologici e donano al disco una continuità concettuale e un’atmosfera molto riflessiva e sofferta.
Dopo una breve intro di matrice sinfonica, è ‘Someone Knows’ ad aprire le danze. Il brano d’apertura, tipicamente e marcatamente prog metal, inizia con un malinconico e struggente motivo di pianoforte, che poi diventa il vero e proprio tema dell’intera canzone. Da segnalare un riuscitissimo ritornello espresso su registri vocali bassi, marchio di fabbrica del singer Enzo, e un’ottima parte strumentale nell’intermezzo.
‘Magical Water’ è un’altra song del lotto veramente interessante e notevole.
Anche in questo caso gli ingredienti sono i medesimi. Tempi molto staccati e progressive, parti strumentali che ricordano non poco Dream Theater, Circus Maximus ma anche Andromeda e intrecci sinfonici accattivanti. Anche in questo caso, ottimo il refrain della canzone, tutte le melodie proposte e la prestazione in generale di tutta la band che mostra la propria bravura compositiva e strumentale.
Altra song degna di nota è la bellissima ‘The Sense’, che porta in se influenze molto arabeggianti ed estrapolate dalla musica folkloristica di ebraica memoria. Questo episodio, a differenza di altri, risulta parecchio power e ricorda non poco Symphony X, ma soprattutto i Kamelot del periodo “The Fourth Legacy”, avendo un motivo e un incedere simile a ‘Nights Of Arabia’, vero e proprio capolavoro di Youngblood e soci. Molto bello e significativo il testo del brano che indaga sul vero senso della nostra vita e della nostra esistenza presa sempre di più da tutto ciò che è materiale.
Quindi un invito attraverso la figura di Cristo a seguire le sue orme e i suoi insegnamenti che sono salvezza.
Successivamente ad un ennesima e ottima traccia strumentale, troviamo la struggente e malinconica ballad del disco, ‘It’s Saturday’, che porta l’ascoltatore in una dimensione di preghiera e di riflessione. Il pianoforte è certamente lo strumento attorno al quale viene costruita tutta la canzone e gli arrangiamenti realizzati sono davvero azzeccati e inseriti a pennello nella struttura compositiva. Ancora una volta spicca tra tutti la voce calda e particolare di Enzo Donnarumma che con le sue tonalità basse e le sue interpretazioni personali, dona anche a questo episodio freschezza e un clima solenne.
Dopo la nona traccia ‘The Value Past’ che poco aggiunge al discorso intrapreso precedentemente, arriviamo alla splendida e lunga suite di “Ten Talking Words”, ‘Don’t Murder’. La song porta in se tutti gli elementi e le influenze dei Members Of God. Troviamo, infatti, le classiche parti sinfoniche che contraddistinguono il sound della band italiana, ma soprattutto i repentini e costanti cambi di tempo tipici del prog metal, accompagnati ancora una volta dalla voce potente del singer e dagli ottimi soli di chitarra e tastiera.
Altra fantastica e trionfale canzone risulta ‘Power And Fire’, che ancora una volta mostra il lato più power metal del combo salernitano. Vi sono espresse, così, tutte le componenti tipiche: velocità, melodia, atmosfere sinfoniche, incroci solistici di chitarra e tastiera e una prestazione vocale che stavolta sorprende, in quanto la tonalità e i registri vocali salgono di un ottavo rispetto al ritornello iniziale, rendendo il brano classicamente power.
L’album si chiude benissimo e senza cali di tensione con ‘Sacrecy’ e Don’t Desire’ che mantengono costante il livello generale dei brani proposti.
Concludendo, posso solo aggiungere che questi cinque ragazzi hanno davvero realizzato un ottimo disco d’esordio, pieno di tante belle idee che certamente devono essere perfezionate con il tempo e con l’esperienza.
Ma per adesso non possiamo che promuovere al meglio i Members Of God augurandogli un grosso in bocca al lupo per il loro futuro. Aspettiamo la riconferma con il prossimo lavoro in studio sperando che qualche label noti le loro capacità musicali. Intanto complimenti e benvenuti nel panorama christian metal!