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  • Santa Lucia al Fortino, Piccolo Teatro (Catania): 08/12/07

  • ELEMENTS OF ROCK: 26/04/08

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    Autore: METATRONE
    Titolo: "La mano potente"
    Label: TRP Music
    Anno: 2006
    Nazione: Italia
    Sito Ufficiale: www.metatrone.org Myspace: metatrone
    Genere: power metal

    Ed eccoci di fronte alla prima (e comunque recente) fatica dei Metatrone, unica e pionieristica catholic metal band italiana ad uscire con un prodotto veramente professionale e competitivo.
    Per l’esattezza ci si trova di fronte ad un vero e proprio progetto di pastorale musicale, dato che il disco in questione ha goduto della produzione esecutiva e finanziaria del Seminario Arcivescovile dei Chierici di Catania ed annovera, tra le varie sponsorizzazioni, anche quella del Museo Diocesano della città sicula. Oltre a questo, la band si è avvalsa addirittura della collaborazione del Coro del Seminario Maggiore di Catania per l’incisione delle voci in ‘Veni Creator Spiritus’…
    Lo scopo di questo progetto è chiaro come il sole: il tentativo di dimostrare all’opinione pubblica che l’heavy metal è un genere musicale come tanti altri e che, al di là dei modi espressivi che ciascun artista sceglie per comunicare il suo messaggio, rappresenta un mezzo efficace, concreto ed estremamente attuale per parlare ai giovani. “La mano potente” del Cristo risorto, che afferra il braccio del metaller, è il chiaro messaggio dell’artwork del disco, peraltro veramente curato in ogni minimo dettaglio e certamente competitivo con le releases del mercato discografico odierno.
    Altro punto di forza dell’album è la produzione/mixaggio, estremamente curata, potente e cristallina, capace di valorizzare ciascuna componente vocale e strumentale nel modo e nella maniera più opportuna.
    Per quanto riguarda l’ambito strettamente musicale, il disco può essere idealmente diviso in due parti. Nella prima, formata dalle 4 tracce iniziali, i Metatrone si potrebbero facilmente accaparrare la nomea di “Dream Theatre” italiani molto meno cervellotici e per questo più godibili, in quanto i suoni, gli arrangiamenti ma soprattutto la splendida voce del singer Jo Lombardo (preferibile nei toni medio-alti, un po’ troppo tirata in alcune parti acute…) ricordano parecchio il combo di New York. Soprattutto ‘I colori del sole’ ed ‘Il centro della nostra unione’ sono accomunabili agli episodi più melodici e radiofonici di dischi come “Images And Words” ed “Awake” (si pensi a titoli come ‘Surrounded’ ed ‘Innocence Faded’…). Soprattutto nella seconda traccia si può apprezzare il lavoro solistico dell’ottimo chitarrista Stefano Calvagno, mentre l’intermezzo ‘Ave Maria’ ricorda l’intensità di brani fatati come la splendida ‘The Accolade’, contenuta in quella pietra miliare del power-prog dal nome “The Divine Wings Of Tragedy” dei mitici Symphony X. Il brano più riuscito dell’intero disco è però ‘Il principe della strada’, in cui gli echi “dream- theatreiani” dei Metatrone (qui ravvisabili soprattutto nel bridge della canzone) si fondono con un’interpretazione vocale e strumentale che, nei toni bassi e nelle parti più tranquille, riporta alla memoria la struggente voce di Francesco Renga e l’intensità dei Timoria del periodo “Viaggio senza vento”…
    La seconda parte del disco è invece caratterizzata da brani di fattura tipicamente epic-power metal, come ‘La via migliore’, pezzo che ricorda parecchio le gesta di gruppi come i Vision Divine (e con al suo interno un grande assolo di tastiere, opera del futuro sacerdote della chiesa cattolica Davide Bruno…). Segue ‘La roccia’, brano di chiara influenza power-prog alla Symphony X, e con un inarrivabile Jo Lombardo sugli scudi. ‘Veni Creator Spiritus’, dall’incedere epico e maestoso, potrebbe esser stata tranquillamente estratta da un disco come “Legendary Tales” dei Rhapsody Of Fire (come si chiamano ora…), mentre la conclusiva ‘Coelacanthus’ si propone come pezzo di rottura rispetto al resto del disco, essendo uno strumentale molto dolce, intenso e riflessivo, dagli echi jazz provocati da un suadente sax presente nella parte conclusiva del brano (interamente opera di altri compositori esterni alla band…).
    Per quanto riguarda la componente testuale dei pezzi, essa si colloca senza il minimo dubbio nell’ambito strettamente “missionario”, ed anche solo per questo motivo le liriche dei Metatrone possono essere certamente classificate ad un livello di qualità marcatamente superiore ai tanti insulsi testi partoriti dalle varie legioni di gruppi power metal stranieri, che, se venissero tradotti in italiano, risulterebbero più comici dell’intera filmografia di Paolo Villaggio e Lino Banfi messa assieme…
    Ma purtroppo si deve fare i conti con l’orecchio musicale estremamente anglofono ed esterofilo del “metallaro medio” in Italia (e sarà stato forse per questo che il gruppo ha deciso in seguito di cimentarsi col cantato in Inglese…), orecchio capace di sorbirsi le più atroci panzane di draghi, spadoni e cavalieri (quando non argomenti ben peggiori e ben più volgari…) senza batter ciglio, dato che sono in inglese...
    Il cantato in italiano, per di più con tematiche palesemente religiose in un contesto heavy metal è una scelta assolutamente pionieristica e coraggiosa, ma che deve purtroppo fare i conti con questa situazione di cieca esterofilia che difficilmente cambierà in breve tempo…proprio per questo, onde evitare di far cadere nell’ilarità e nello sberleffo del primo ignorante di turno un messaggio così profondo e prezioso, sarebbe stato meglio curare ancora di più l’aspetto puramente testuale delle canzoni, cercando di essere anche meno espliciti e meno diretti in ciò che si dice, ovviamente senza snaturare il messaggio delle liriche. Forse è solo questa l’unica nota debole dell’intero lavoro, che altrimenti avrebbe raggiunto un 10 pieno e tondo nella sua valutazione. Tutto questo non deve però scoraggiare la band nel continuare la strada del cantato in italiano, ma deve essere percepito come una critica positiva al fine di raggiungere una maturità testuale possibilmente ancora più elevata di quella già abbondantemente conseguita finora.
    Il disco in questione è da supportare assolutamente, dato che una parte dei proventi del suo acquisto verrà impiegata per sostenere i giovani detenuti nelle carceri del Guatemala, vittime di sette para-cristiane, contribuendo così alla loro rieducazione e reinserimento nella società, mentre il resto dei proventi servirà a dare continuità al progetto “Metatrone”. Per maggiori info contattare la band tramite la loro homepage.

    Giovanni Matera

    Voto: 8/10



    ::Tracklist::

  • I colori del sole
  • Il centro della nostra unione
  • Ave Maria
  • Il principe della strada
  • La via migliore
  • La roccia
  • Veni Creator Spiritus
  • Coelacanthus




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