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| Autore: MIRADOR |
| Titolo: “The Azrael Tales” |
| Label: Rivel |
| Anno: 2005 |
| Nazione: Svezia |
| Sito Ufficiale: www.mirador.info.se |
| Genere: heavy metal |
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Veramente interessante l’esordio per gli svedesi Mirador, impegnati nel comporre brani di heavy metal molto rallentato e decisamente influenzato dalle band più classiche di doom, in primis Candlemass e Veni Domine. La parte del leone nel songwriting della giovane band è però svolta dalle linee melodiche, sempre sorprendenti e mai noiose; la melodia gioca un ruolo importantissimo nell’economia delle composizioni perché dona ariosità al fraseggio delle cupe chitarre.
Infatti le chitarre di Erik Mjörnell, cugino del singer, Jakob Forsberg, sono sicuramente figlie del riffing roccioso e massiccio dello Iommi (storico chitarrista dei Black Sabbath) di “Tyr” e del periodo più epico della storia della band inglese.
Altrettanto significativa, per l’album, è proprio la carica interpretativa del singer, Jacob, che, profonda e sofferta, riesce a ricamare i contorni delle melodie soffernti ricamate da Erik.
Il terzo musicista della band è il batterista Olof Gardestrand, attualmente un session, che con una ritmica non eccessivamente brillante ma precisa sostiene il costrutto dei colleghi.
Il metal dei Mirador è quindi cupo, non eccessivamente dinamico ma allo stesso stempo sorprendente e di buon impatto. Già il primo pezzo ‘Redeemer’, con aperture melodiche notevoli e un riffing pesante ci fa conoscere bene lo stile della band (si possono anche intuire alcune reminescenze, in questo brano, del pezzo ‘The Beautiful People’ di Marilyn Manson); la rtitmica cadenzata del brano lo fa sembrare un oscuro carrarmato, sostenuto da aperture di tastiera veramente azzeccate; il pezzo evidenzia anche un buon uso di cori profondi ed oscuri, che arricchiscono ulteriormente l’atmosfera.
Sono diversi i brani interessanti, nella traklist di “The Azrael Tales”. Citiamo ad esempio ‘Perfect Plan’, che unisce alla ritmica metal un’enfasi sinfonica ben riuscita e un assolo di chitarra, ad opera di Erik, veramente sublime nello sviluppo melodico che non trasuda mai tecnica fine a se stessa.
La seconda traccia del CD, ‘Phoenix Syndrome’, evidenzia le derivazioni Veni Domine del sound dei nostri, con aperture melodiche distorte e drammatiche che ci riportano allo stile dell’altra band cristiana svedese.
Più heavy metal oriented, con tanto di voce di Jacob filtrata è la buonissima ‘New Day’, song cedenzata e soffusa a livello di melodie mai troppo sotolineate. Genialità e follia si ritrovano nel pezzo finale, ‘Metropolis Metamorphosis’, che presenta estratti jazzistici e ci fa conprendere ancora bene che le radici dei nostri affondano anche nell’hard rock più sostenuto degli anni ’70.
I testi e l’iconografia dei Mirador sono legati strattamente all’atmosfera cupa ed allo stesso tempo melodica della musica, come dimostra l’immagine di copertina che raffigura un angelo oscuro, probabilmente Azrael, citato nel testo, noto come “Angelo della Morte”.
Troviamo quindi, ad esempio, testi ermetici e da comprendere come quello di ‘Phoenix Syndrome’: “Where you go I follow blindly and faithful / The paths you show me I won’t hesitate to take / No more weeping, the past is left behind / Nor shall I grief again, the master takes my hand.”
Non mancano poi testi più epici e dal tono trionfale come quello della bellissima ‘New Day’: “See the new day, the angels did not weep in vain for the final battle / See the new world, when heaven sings aloud and the lamb greets / our day with his laughter / I believe, yes I believe”
Nel complesso “The Azrael Tales” ci regala una band matura e personalissima che saprà arricchire oltremodo il panorama del metal cristiano più cadenzato e ricercato.
Leonardo Cammi
Voto: 8/10
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| ::Tracklist:: |
01 Redeemer
02 Phoenix Syndrome
03 No Loss Cut
04 Postbelievers
05 Perfect Plan
06 Soul Distortion
07 The Trial
08 Thief
09 New Day
10 Metropolis Metamorphosis
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