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SchedaTracklist |
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Interessante esordio per i colombiani Nephesh, alle prese con un black metal cristiano che raccoglie a piene mani l'eredità dei primi gruppi di genere che hanno aperto le maglie della loro composizione ad inserti sinfonici sempre più pesanti ed azzeccati.
Dai cristiani Antestor dell'ultimo periodo ai blasfemi Satyricon o Dimmu Borgir è evidente come le orchestrazioni di "Inter Armas Silent Leges" siano state orientate da un gusto che affonda le sue radici nello scorso decennio.
Quindi niente di nuovo sotto il sole ma tanta passione e un ottimo livello compositivo nonostante i Nephesh siano agli esordi e debbano ancora convincere in pieno (alcuni brani del CD sono meno brillanti).
Colpisce la perizia tecnica del batterista, Oscar, e del chitarrista ritmico Adolpho, ben supportati dalle partiture di tastiera realizzate da Jonathan.
A livello stilistico poi si passa tranquillamente dal black classico di 'Death I will Be Your Death' al thrash in stile Testament (soprattutto per le rocciose e graffianti chitarre) di 'Psalmorum', in cui la voce di Wolfgang si fa cavernosa oltre ogni limite.
Colpiscono poi positivamente brani come la lunga 'Sentence Darkness' brano classicamente shymphonic black che farà la felicità di tutti gli appassionati del genere. Non da meno si fa notare la breve title-track, brano corale in cui fanno capolino anche le linee vocali pulite di Arnold, che si occupa anche, in modo più che discreto, della chitarra solista.
Dal lato dei messaggi i nostri sono dichiaratamente cristiani e non celano nulla ai nostri occhi, con lirycs quali quella di 'Death I Will Be Your Death', ossia una vera e propria dichiarazione di fede: "No clammy hands can alter me / My God! / Remove the tears from my eyes / Take me in your hands / and never feel fear again."
Scorrendo la track list abbiamo poi anche modo di imbatterci in testi in spagnolo come quello altrettanto "guerriero" di 'Fortaleza eterna': "Salvas mi alma de la oscuridad / reduces a polvo mi enemigos / confusion soledad mi corazon / mis ojos no podian ver mas alla de mi horror."
Ma non è finita... infatti i Nephesh utilizzano anche magistralmente il latino nei propri brani sempre più saldi a vantaggio del credo cristiano, come nel caso di 'Psalmorum': "Quoniam tu es Domine refugium meum / altissimum posuisti habitaculum tuum."
In conclusione i Nephesh hanno iniziato la loro carriera in modo più che convincente con "Inter Armas Silent Leges", CD che farà la gioia di tutti gli amanti del black sinfonico e non solo.