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Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: NOMAD SON
  • Titolo:"The Eternal Return"
  • Etichetta: Metal On Metal Records
  • Anno: 2010
  • Nazione: Malta
  • Website: www.nomadson.com
  • Myspace: nomadsonmalta
  • Genere: doom metal
  • Tracklist

  • 01. The Vigil
  • 02. Sigma Draconis
  • 03. Comatose Souls
  • 04. Can’t Turn The Tide
  • 05. Guilty As Sin
  • 06. Winds Of Golgotha
  • 07. The Eternal Return
  • 08. Throne Of Judgement



  • Altre Informazioni

    Recensioni

  • NOMAD SON: First Light
  • Interviste

  • NOMAD SON: L'oscurità è sconfitta dalla "Prima Luce"! / Darkness is defeated by "First Light"!




  • NOMAD SON  "The Eternal Return"

    Secondo album per i Nomad Son che con "The Eternal Curse" sottolineano in modo ancor più marcato, rispetto all'esordio "First Light" (2008), il fatto di schierarsi apertamente in ambito christian metal. Questo fatto si può percepire sia dall'artwork di copertina (ancora eccellente: raffigura un monaco con una lanterna che illumina la scena del Golgotha) sia dai testi di alcune song. Basti citare la conclusiva 'Throne Of Judgement' che pone in primo piano due estratti dalla Bibbia, precisamente dal libro di Ezechiele e recita: "He Shall cleansethe ages / From the evil that nurtures the sinews of our pain / The Throne of judgement unveils our path /Unceasing like ever falling rain / I am The Lord /Fuga Satanae."
    Dal punto di vista musicale i musicisti di Malta non si discostano di una virgola dal particolare tipo di doom metal proposto, estremamente potente e movimentato rispetto alla media, ma allo stesso tempo tradizionale e caratterizzato anche dall'inserimento, non preponderante ma prezioso, di passaggi di organo Hammond e tastiere (ispirazione sovrana rimane quella di band come i più veloci Black Sabbath, i più epici Candlemass ed i primi Trouble).
    Il CD inizia con un'accoppiata che conquista immediatamente, ossia la veloce e possente 'The Vigil', che pone subito sugli scudi il singer Jordan Cutajar, ma anche la successiva 'Sigma Draconis', decisamente più cadenzata e quadrata, con un riffing pieno, realizzato con maestria e stile da Chris Grech; anche in questo brano merita un plauso il recitativo del cantante, che con un tono medio sa donare alle linee vocali un approccio teatrale di spessore.
    Il peso dell'organo di Julian Grech è quanto mai evidente nell'oltranzista, lenta e pesante 'Can't Turn The Tide', ma anche nella già citata 'Sigma Draconis' ed in 'Guilty As Sin', brano veloce, in cui la linea ritmica di Albert Bell (basso) e Edward Magri (batteria) disegna e costruisce la struttura dell'intera track.
    Una citazione a parte va fatta per la suite di oltre undici minuti 'Winds Of Golgotha' che a livello di testi racconta la morte di Gesù Cristo in croce, raccontata da un narratore, che non si limita a parlare della morte del Salvatore: "Your rebith gave sight to the blind and life to the dead / The Once mighty realm of the earth cowered and died / Sentinel of truth, finally undone / Unchaining our shackles from the iniquitous one / Soul Messiah, pillar of fire / Obscuring the darkness, purifying sanctifier."
    Dal punto di vista musicale il brano ripercorre e propone tutte le caratteristiche positive sino a qui citate e risulta un esempio cardine dello stile della band, passando da parti lente e tradizionali ad accelerazioni più evidenti, ponendo in primo piano sia l'organo di Julian che l'interpretazione decisamente espressiva del cantante Jordan.
    "The Eternal Return" è un ottimo album e una conferma del valore dei Nomad Son.

    Leonardo "Crusader" Cammi
    Voto: 8/10