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"Doom" è un titolo decisamente importante e significativo per un gruppo come quello dei Pylon, che realmente impegnano anima e corpo nel far prendere vita a brani musicali che sono un eterno e completo omaggio a questo genere musicale.
Matt Brand (voce e chitarra) e Jan Thomas (basso) sono i leader di questa band che si è avvalsa per la registrazione di questo album di numerosi ospiti e session. "Doom" è un'opera maestosa e con notevoli aspettativa, a partire dalla lussuosa edizione in digipack stracolma di riferimenti al genere, come rilievi sulla parte cartonata esterna ed interna , così come di differenti ed efficaci simboli ed illustrazioni che arrichiscono il corpo del lavoro.
Arrivando a parlare della musica notiamo come purtroppo o volutamente la registrazione dei 77 minuti e rotti del CD sia decisamente retrò, realizzata forse con mezzi non troppo "modernisti"; il risultato è un sound sempre plumbeo e cupo, forse quasi, aimè, ovattato.
Questa è la critica maggiore per questo album che si presenta come un vero manifesto per gli amanti del genere ma che probabilmente non risulterà facile da digerire per chi non ama il doom più classico e quello settantiano.
Di certo le composizioni di "Doom" hanno come perno d'ispirazione i più claustrofobici Saint Vitus, soprattutto per il gusto nel diluire all'eccesso le composizioni e renderle quasi ossessive, come nel caso di 'DeadLove'.
Ovviamente nel bagaglio di ispirazione del gruppo svizzero non potevano mancare i Black Sabbath, il cui stile fa capolino in diversi brani, come ad esempio nella ritmica iniziale di 'In The Shade'.
In realtà i brani che colpiscono di più sono quelli legati maggiormente ad atmosfere ieratiche, come nel caso dell'ambient oriented 'Beneath Beyond', o anche dell'altrettanto diluita 'An Angel Tale'.
Altro pezzo senz'altro originale è 'Ho Theos Erchestai', grazie ad interventi di tastiera decisamente "sacrali", che sostengono dei riff di chitarra profondi e decisi. La voce stentorea e declamatoria di Matt Brand fa il resto, regalandoci forse il brano più interessante del lotto.
Nel corso del CD non mancano alcune cadute di tono come ad esempio la lunga strumentale 'Hors Des Sentiers Battus', che nonostante presenti anche alcuni originali fraseggi di basso in primo piano non riesce a non suscitare lo sbadiglio.
Per quanto riguarda i testi notiamo come il cristianesimo dei Pylon sia interpretato con liriche che raggiungono lo status di composizione poetiche, come nel caso dell'omaggio al "Paradiso Perduto" di Milton presente in 'Ho Theos Erchestai': "From the word of creation /
The catastrophe is here / This the core of execration / I face the terror without fear / Ho theos erchestai is a feeble tribute / To the grandeur of Paradise Lost".
Nel booklet del digipack si fa presente come questo "Doom" sia il secondo album in stile doom metal di una trilogia che vedrà la sua conclusione con l'uscita di "Armoury Of God". Quindi a breve avremo modo di constatare se e come si evolverà il sound dei Pylon.