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Artwork
SchedaTracklist |
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Come viene ben spiegato dallo stesso Rex Carroll (leggendario chitarrista di Whitecross e King James) nel booklet del CD di “Take Back A Life” questa release è uscita inizialmente con il titolo “Ouch!” ed era stata registrata nel 1996 ma le label contattate dall’axeman non gradivano che il monicker del gruppo contenesse il suo nome, troppo legato agli anni ’80 assolutamente fuori moda. Il sound del lavoro era gradito alle case discografiche contattate, grazie all’idea compositiva che miscela l’hard rock al tipico alternative rock che andava per la maggiore quindici anni fa ma le imposizioni proposte indispettirono Rex. “Ouch!” uscì quindi con il monicker The Bleed ma, poco pubblicizzato, sparì ben presto dal mercato.
Di conseguenza il CD esce nel 2011 con un nuovo titolo e il nome della band voluto dal fondatore del progetto, ma anche con un sound remasterizzato ed un nuovo art work (da questo punto di vista il disco ne ha guadagnato parecchio passando dell’insetto realizzato malemente di “Ouch!” alla bella donzella della new version).
Possiamo definire “Take Back A Life” come il passo precedente, per quanto riguarda la sperimentazione di Rex, prima del secondo album dei King James “The Fall”, uscito nel 1997. E’ evidente come l’alternative rock della release sia infarcito di melodie atipiche per l’hard rock e più vicine alla genia di band cosiddette grunge che andavano per la maggiore negli anni ’90. Diverse tracce ricordano Stone Temple Pilots, Pearl Jam e anche Nirvana, come nel caso della seconda song ‘Love Over All’.
La composizione delle canzoni di “Take Back A Life” è da attribuire anche al cantante Tim Bushong (Lovewar) che ha collaborato con Carroll nel creare questo CD di alternative rock in cui melodie atipiche come quelle di ‘Lies’ e ‘Me My Orb And Mine’ sono supportate da una registrazione (nuova) pulita e in grado di esaltare i punti di forza esecutivi. Sia chiaro quindi che in questo album non troverete traccia dei Whitecross ma il punto unico di riferimento dev’essere “The Fall” dei King James, forse ancor più hard a livello di sound. Nella tracklist non mancano alcune varianti come la bluesy “Let The Rain Fall Down” (forse una delle trace più riuscite del lotto) o l’acustica “Round The World”. Di certo questa eterogeneità evidenzia la versatilità di Rex alla chitarra (perennemente al centro della scena) sempre a suo agio sia nei momenti più tosti sia nei fraseggi sporchi e grunge lontani anni luce dalla sua formazione. Il problema alla base di questo CD è però la scarsa convinzione di troppi brani che lo compongono a partire da ‘Me My Orb And Mine’ o ‘Hose Me Down’ in cui sottolineiamo un evidente riferimento, nel chorus, ai Galactic Cowboys. Diversi brani hanno messaggi chiaramente cristiani; basti citare in tal senso ‘Love Over All’; in questo pezzo è presente un ritornello di pura devozione: “Love over all / With the fullness of all Diety found in you / Love over all / The glory and the splendor it all rings.”Sullo stesso tono troviamo ‘Lies/That’s The Way Life Goes’: “There’s a God who loves us all, loves us even when we fall / That’s’ the way life goes / Can it find you unaware, you’re living with the wheat and tare / That’s the way life goes / Silence breaks the awful din, Light exposes, heals the sin That’s the way life goes / There are choices that we make, and in the end we bear their weight / That’s the way life goes.”
In conclusione possiamo definire “Take Back A Life” come un passabile album di alternative rock che alterna episodi anonimi ad altri più riusciti.