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Informazioni su disco

Artwork

Scheda

  • Autore: SALVATION IS NEAR
  • Titolo:"Somewhere In The Darkness There Will Be Light"
  • Etichetta: Underground Autoprodotto
  • Anno: 2005
  • Nazione: Slovenia
  • Website: -
  • Myspace: www.myspace.com/salvationisnear
  • Genere: deathcore
  • Tracklist

  • 01. Intro
  • 02. Faceless Heretic
  • 03. Salvate Your Soul
  • 04. Forgotten Paradise
  • 05. Sacrifice Myself
  • 06. Outro



  • Altre Informazioni

    Interviste

  • SALVATION IS NEAR: Fede e speranza dalla Slovenia



  • SALVATION IS NEAR 
    "Somewhere In The Darkness There Will Be Light"

    I Salvation Is Near sono una band slovena formata da ragazzi giovanissimi: dai 16 ai 20 anni, che propongono un buon deathcore non troppo pesante.
    “Somewhere In The Darkness There Will Be Light” è il loro disco d’esordio, un lavoro autoprodotto, che nonostante le pecche lascia intravedere qualche spiraglio di luce, in quanto si sente in loro la voglia di suonare e di fare musica.
    La produzione lascia alquanto a desiderare, ma come si diceva sopra, si tratta di un album autoprodotto e quindi si può anche sorvolare su questo fatto e concentrarsi prettamente sul suono in sè.
    I SiN riprendono molto dagli As I Lay Dying ed infatti, ad esempio in ‘Salvate Your Soul’ hanno copiato i riff da una canzone di questi ultimi, cosa non piacevole, soprattutto per una band agli inizi e che dovrebbe al contrario puntare sull’originalità, piuttosto che sul “semi-plagio”.
    Anche nella prima canzone dell’album, ‘Faceless Heretic’, nel mezzo del brano vi è un assolo che ricorda moltissimo lo stile di suonare di altre band e che quindi rimanda l’idea di “già sentito”.
    Le due canzoni successive, ‘Forgotten Paradise’ e ‘Sacrifice Myself’, invece, mostrano un po’ di personalità in più: i riferimenti a band quali Caliban e As I Lay Dying sono comunque ancora forti ma almeno non sembra di ascoltare riff già sentiti e si nota un tentativo di prendere le distanze da band come le due sopra citate. Questo è positivo perchè lascia intravedere che questi ragazzi possono crescere e giungere ad un loro suono, che, se anche non dovesse essere originale, almeno non dispiacerà ascoltarli.
    Nonostante queste critiche, ci sono anche elementi positivi, tra cui, ad esempio, il fatto che i SiN riescano a creare un’atmosfera quasi dark, molto cupa, che accompagna le loro canzoni. Il cantante ha una voce che si addice più al death metal che non al metalcore ed i chitarristi accompagnano questo growl con passaggi e riff che verrebbe da definire nuovamente “cupi”. Il batterista suona lento, non spinge il rullante a velocità incredibili e questo contribuisce molto alla creazione di questa atmosfera. Le melodie non sono particolarmente ricercate: non vi sono canzoni melodiche tali da poter essere digerite facilmente, ma grazie al fatto che non venga ricercata la pesantezza nel suono, si tratta di un album che potrebbe essere apprezzato non solo dagli amanti del genere.
    Per quanto riguarda i testi, questi sono molto introspettivi, non facili da capire: hanno un significato intrinseco che bisogna comprendere. Non parlano direttamente di Dio, come del resto ci ha confermato anche il cantante, Dejan, nell’intervista concessa ad Holysteel, ma dell’egoismo che regna nel mondo di oggi e dell’inutilità della guerra.

    Davide Dalò
    Voto: 6,5/10