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SchedaTracklist |
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"Through Soil And Skin" è un vero e proprio macigno di doom death d'atmosfera in cui protagoniste assolute sono le chitarre di Miika Makinen e del chitarrista/singer Pekka Taina (già conosciuto nei metalcore Sotahuuto), in grado di creare un wall of sound invalicabile.
Le iniziali 'Turor' e 'Drought' rispondono ai dettami citati e il growl cavernoso e profondo di Pekka fa solo da sfondo al sound monolitico creato dalle due chitarre.
Una variante sul tema la troviamo in 'Prisoner', dove le chitarre cominciano ad inanellare parti soliste più melodiche; ma è con 'Thorns' che si comincia ad intravedere un po' di luce, in quanto inaspettatamente l'introduzione della song è affidata ad un passaggio delicato di chitarra acustica che viene poi accompagnata da un'altra sei corde, questa volta elettrica, che comincia a tratteggiare melodie cupe e drammatiche; solo in un secondo tempo il sound diventa profondo e violento, ma sempre mantenendosi su un ritmo cadenzato ed ossessivo.
Nel prosequio non mancano le sorprese in quanto se da un lato rimane forte l'anima cupa e ripetitiva del doom più oscuro dall'altro fanno capolino parti melodiche e quasi post-metal (senz'altro c'è lo zampino di un'ispirazione Extol per nulla nascosta), come nel caso di 'Closer To The Sun' in cui chitarre pulite fanno da contraltare al riffing profondo e dove una linea vocale melodica (niente di eccezionale a dir la verità...) si interseca al growl profondo di Pekka; questo pezzo però dimostra un'evidente volontà progressiva e sperimentale che dona qualche picco di interesse ad un CD che stava lentamente ma decisamente scivolando nell'anonimato.
Il cristianesimo dei Sawol è sprofondato nella descrizione di problematiche esistenziali che quasi sembrano non lasciar scampo, come nel caso di 'Prisoner': "Trapped behind / The mask of perfection / Hollow strength / Hidden weakness." In realtà la speranza è ben presente, come conferma 'Closer To The Sun', in cui la percezione, il contatto con Dio è salvifico (anche se mai palesato nella song): "The lifeless parts / That were silenced / Suddenly wake up / And live again / Restored / Pulled out from the depth / I feel your touch / And scream for more."
Insomma, se siete fan del doom death più catacombale ma non disdegnate qualche spruzzata di luce alternativa questo "Through Soil And Skin" fa per voi. Peccato che la release presenti un booklet in cui i colori, con la volontà di risultare forse i più cupi possibile, rendono estremamente difficile la lettura dei testi.