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Artwork
SchedaTracklist |
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Terzo album dopo “Lifeblood” e “Dead End” per questa band che propone un hardcore in chiave metal molto massiccio e purtroppo però anche monotono.
Le influenze maggiori vanno ricercate in quei gruppi che, come fanno anche i Seventh Star, riprendono le sonorità hardcore dal punk adattandole al metal senza però mai entrate nel metalcore; tra queste ricordiamo ad esempio gli Hatebreed ed i Madball, anche se rispetto a queste bands i Nostri sono molto meno validi.
Musicalmente parlando riguardo a “Brood Of Vipers” si può fare un discorso a più livelli:
per quanto riguarda l’evoluzione della band, questa procede abbastanza bene: rispetto ai due album precedenti c’è una maggiore compattezza nel suono e benchè a livello sonoro le differenze con “Dead End” non siano particolarmente spiccate, comunque “Brood Of Vipers” risulta più compatto e “sentito”;
per quanto riguarda il genere proposto, la band non si sgancia mai dai canoni “imposti”: non si riscontra nessun tentativo di apporre un proprio marchio di fabbrica ed infatti i Seventh Star suonano esattamente come ci si aspetterebbe ed anche il cantante canta urlando senza spiccare per doti tecniche nè per originalità;
l’album in sè è il migliore della band, ma, come già emerge da quanto detto sopra, manca di originalità e di personalità: non è un lavoro che emerge da altri album del genere e non apporta nulla di nuovo sulla scena musicale.
Al terzo lavoro proporre ancora qualcosa che sembra di avere già ascoltato negli album precedenti non è l’ideale: forse la band dovrebbe rivedere i propri standard e trovare in fretta qualche idea più “fresca”.
Per quanto riguarda i testi, il messaggio predominante è la fede, la speranza: i Seventh Star offrono a tutti un messaggio positivo in linea con la loro fede profonda.