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| Autore: SINAI BEACH |
| Titolo: "Immersed" |
| Label: Victory |
| Anno: 2005 |
| Nazione: USA |
| Sito Ufficiale: www.sinaibeach.net |
| Genere: metalcore |
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Avete amato album come “Vulgar Display Of Power’ dei Pantera ma volevate sentire, sopra quei riff pesanti e massicci, quella voce simile ad un growl raschiato per le corde vocali fin quasi alla nausea, testi che parlassero della fede in Dio ed in Cristo?
Bene, quest’album fa per voi, tenendo comunque bene in considerazione le differenze enormi tra questi due lavori.
I Sinai Beach in “Immersed” fondono quella componente propria del thrashcore di stampo “panteriano” con la violenza sonora tipica dell’ hardcore, dando origine ad un suono molto pesante, privo di compromessi, che o piace da impazzire o annoia dopo un paio di canzoni. I testi sono molto belli, in quanto sono per la maggior parte pensieri che il cantante riporta in musica: pensieri legati al motivo per cui Dio ha donato Suo figlio all’uomo, a cui il cantante risponde che il motivo siamo noi, ognuno di noi e se qualcuno sceglie di non credere in Gesù, Egli ha compiuto il suo grande miracolo, in quanto ci ha donato la possibilità di scegliere; testi in cui viene osannato Dio ma sempre dopo una riflessione. Sono testi profondi, che meriterebbero un discorso a parte.
Tornando a considerare il suono dell’album, la pecca che purtroppo non fa sì che quest’album convinca in pieno è al continua ripetitività del suono: questi 5 ragazzi californiani non si discostano quasi mai dalle loro linee guida fatte di riff possenti e batteria veloce; non ci vengono proposte alternative o comunque canzoni che lascino pensare ad una loro voglia di sperimentazione o di ricerca di qualcosa di diverso dal solito. In “Immersed” si adagiano sul suono che vogliono proporre a tal punto da essere ripetitivi.
Oltre ai già citati Pantera si possono riscontare influenze anche da parte di bands quali Slayer, rimanendo in ambito metal/thrash.
Il cantante non offre una buona prova vocale, in quanto mentre quando canta in growl si rivela essere un buon cantante, anche se ricorda troppo spesso Phil Anselmo, quando canta con voce pulita è ripetitivo: sembra ricercare la stessa melodia in ogni canzone cantando sempre con lo stesso timbro vocale.
Un album non da buttare via ma neanche convincente.
Davide Dalò
Voto: 6/10
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| ::Tracklist:: |
01. Apocalypse
02. Obedience Through Desecration
03. The God I Would Be
04. Necessary Bloodshed
05. To The Church
06. Return To Dust
07. His Chosen Fate
08. The Stagnate
09. Distressor
10. The Serpent's Letter
11. Hell Blaze
12. Ignoring The Conditional Response
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