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| Autore: STRYPER |
| Titolo: "Reborn" |
| Label: MTM |
| Anno: 2005 |
| Nazione: USA |
| Sito Ufficiale: www.stryper.com |
| Genere: hard rock |
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A quindici anni dall’ultima release “Against The Law” gli Stryper, alfieri del classico white metal ed autori di cinque capolavori negli anni ’80, tornano sulle scene dopo aver rinsaldato i legami (all’indomani dello split infatti il leggendario singer Michael Sweet dichiarava che le divergenze fra i componenti del combo erano profonde ed era impossibile pronosticare una reunion), anche sull’onda di un crescente entusiasmo nei loro confronti sfociato nell’edizione di tributi suonati da altre band a loro ispirate nonché Expo e manifestazioni a loro dedicate.
Tanta attesa non poteva esser delusa e gli Stryper tornano cambiando un’altra volta le carte in tavola.
Gli hard rocker americani potevano scegliere se comporre brani sulla tradizione che li ha resi famosi, ossia del robusto e iper-melodico hard rock che spesso sfociava nel metal, oppure tentare nuove strade (ricordiamo che comunque già l’ultimo album, “Against The Law”, i nostri suonavano decisamente più street rispetto ai precedenti lavori).
La scelta dei fratelli Sweet e del guitar hero Oz Fox è stata quella di cercare nuove strade senza rimanere nel solco già tracciato. Il risultato è un album come “Reborn”, che ricorda molto quanto fatto anche dal come back degli Europe, ossia “Start From The Dark”. Il sound dei nostri è ora un hard rock molto moderno che strizza l’occhio a sonorità più zanzarose di chitarra, melodie meno sottolineate e molta più oscurità.
Non mancano comunque alcuni tuffi nel passato, sottolineati ad esempio dal bellissimo coro di ‘Passion’, in cui la favolosa voce di Michael ricama armonie celestiali che i fan della band conoscono bene.
Altro pezzo legato alla tradizione del gruppo è la magnifica ‘Wait For You’, brano di hard rock dalle atmosfere soffuse e dolcissime, coniato e impreziosito dalla chitarra carezzevole di Oz Fox.
Le track che possono invece sconvolgere sicuramete i fan di vecchia data del gruppo sono ad esempio l’opener ‘Open Your Eyes’ e la sucessiva ‘Reborn’, brani in cui il riffing si fa cattivo e più ruvido, moderno e inaspettato. Anche le linee vocali di Michael diventano più aggressive rispetto al passato.
Forse l’unica “macchia” di questo nuovo sound è la resa della batteria di Robert Swet che certo non risulta rinvigorita da queste registrazioni. L’altra metà della linea ritmica, il nuovo bassista Tracy Ferries, fa bene il suo lavoro ma non emerge per particolari doti.
Continuando l’ascolto dell’album rimaniamo colpiti dal sound molto sperimentale della quasi-pop ’10.000 years’ ed ancor di più dalla riproposizione di ‘In God We Trust’, title-track del famoso album, che in questa sede viene riproposta con un sound in linea al nuovo periodo (ma l’assolo di Fox è sempre da brividi).
I testi, come da tradizione Stryper, sono molto diretti e semplici ed in questo caso, vista la “fame” dovuta alla lontananza dalle scene, sono ancor più forti, come dimostrano song come ‘Reborn’: “If you believe in my life / If you believe in my death / If you believe in my memory / I’ll crush the chains that bind / And make you feel you’re born again / (Reborn again, reborn again) / Your freed heart, soul and mind / Will make you feel you’re born again.”
Gli Stryper sono tornati con un buonissimo album, che dà il meglio di sé dopo ripetuti ascolti. Con la reunion di questa band si avvia una nuova fase sempre più luminosa per il white metal!
Leonardo Cammi
Voto: 8/10
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| ::Tracklist:: |
01. Open Your Eyes
02. Reborn
03. When Did I See You Cry
04. Make You Mine
05. Passion
06. Live Again
07. If I Die
08. Wait For You
09. Rain
10. 10,000 Years
10. I.G.W.T.
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