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Album che sicuramente si presenta di non facile lettura quello d'esordio degli svizzeri Symuraia; "Key To Destiny" nasce dal combo creato dalla fantasia di Samuele Frasce, precedentemente fondatore dei Cross Off, combo di hard rock "leggermente" alternativo.
La nuova creatura di Samuele si muove in lande che generalmente potremmo definire hardcore/metal, ma che in realtà nascondono molto di più, in un crogiulo di stili che rappresenta sia il punto di forza sia la debolezza dell'album.
Si parte ventre a terra con le potenti 'Who' e 'Dangers', brani in cui il lato più estremo dei nostri esce prepotentemente, con voci filtrate, chitarre acide e compresse e batteria schiacciasassi. Con la successiva 'Illusions Road' si cambia registro, grazie ad un pezzo che alterna accelerazioni a riffoni "enormi" e grassi che ricordano molto il metalcore più diffuso di gruppi come i Demon Hunter.
Ma non basta... pensando di aver incanalato il mood del CD in una linea ben definita ci si imbatte nella title-track, che si presenta come un rock alternativo/stoner estremizzato e sempre caratterizzato dall'uso di linee vocali filtrate all'eccesso.
Nel corso della track-list non mancano nemmeno brani in italiano, che come gli altri del resto, indicano cristianamente come la complessità della società odierna non deve e non può sviare l'essere umano dall'Unica Verità, dalla fede cristiana.
Esempio lampante è presente nel pezzo 'L'impero di sabbia': "Scoprirai che quelle vie sono inganni / in quei luoghi si celano ceppi e catene / ma solo nell'Onnipotente la via è giusta e sicura."
Abbiamo poi la stupenda 'Walk In truth' che a livello musicale rappresenta uno dei pochi momenti "tranquilli" e pienamente melodici del CD, con linee vocali quasi pulite e un messaggio molto diretto in cui ancora una volta Samuele indica come via d'uscita dalle tenebre della confusione Dio: "Finally I can understand / The Meaning of trust in You Almighty / My eyes will draw a light / into the darkness."
In definitiva "Key To Destiny" è un esordio che mostra diversi motivi di soddisfazione per Samuele Frasca, anche se non mancano alcuni spigoli (eccessiva eterogeneità e registrazione non certo perfetta) a cui rimediare.
Comunque sia chi ama imbattersi in vere e proprie sfide sonore, in album che non si assorbono in un colpo, può far suo questo primo lavoro dei Symuraia.