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  • VINDEX: All’insegna dell'heavy metal classico e della fede cristiana



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    Autore: VINDEX
    Titolo: "No Middle Ground"
    Label: Street Production
    Anno: 2006
    Nazione: Slovacchia
    Sito Ufficiale: www.vindex.sk
    Genere: heavy metal

    I Vindex pubblicano nel 2006 il loro secondo album dopo l’incoraggiante e solido esordio intitolato “Power Forge” del 2005. La miscel a musicale presentata dal gruppo slovacco è ancora una volta ancorata a sanissimo heavy metal classico, anche se stavolta accentua l’utilizzo di tastiere, che soprattutto nei cori rendono più assimilabili e meno rozze le melodie di diverse canzoni.
    Di certo il lato più selvaggio e potente dei nostri è garantito dall’ugola alla scartavetra di Ludek Struhar, che non si mentisce in questa release (come sempre canta come una via di mezzo fra Udo degli Accept e Chris Boltendahl dei Grave Digger) nonché dal riffing massiccio della coppia di axemen Ado Kaláber e Maroš Micek.
    Il CD si apre con un pezzo quasi power come ‘Read The Stars’, che per l’appunto fa intendere l’utilizzo di tappeti di tastiere nel ritornello come ottimo riempitivo (eseguiti dal bravo Jáno Tupý); il pezzo fa subito intravedere una buona preparazione tecnica del chitarrista Ado, che ci fa ascoltare un ottimo assolo, eseguito con fantasia e la giusta dose di virtuosismo.
    Il secondo brano, ‘No Middle Ground’, title-track del disco, è invece un roccioso brano di hard rock in cui l’ugola di Ludek può esprimersi al masismo delle sue possibilità, così come l’ottima linea ritmica, ben supportata dal basso di Ronnie König (anche autore di molti pezzi sia dal punto di vista della musica che dei testi) e dalla batteria di Adrián Ciel.
    Bene o male il resto del disco si pone in queste direttive che alternano brani di metallo rovente addolciti da passaggi di tastiera come nel caso di ‘Truth Will Out’ o pezzi più rozzi e alla cartavetra come ‘Fire Bell’; non mancano mai invece assoli di chitarra veramente eccelsi eseguiti dal già citato Ado. Gli unici momenti negativi sono legati ai brani in cui i Vindex cercano di diventare “troppo” melodici e con la voce del loro attuale singer questo tentativo non può che dar vita a episodi discutibili come la pessima ‘Fools Don’t Change’.
    Rispetto alla prima release su “No Middle Ground” il numero di brani apertamente con liriche cristiane è decisamente minore ma possiamo solo citare la conclusiva ‘Gloria’, scritta da Ronnie, per far capire che senz’altro la posizione dei Vindex è ancora chiarissima: “No one can make the time stand still / but the day will come when we’ll arise / I know that it is not in vain / Memoria milia annos tenebinus / Gloria cantabimus in excelso Deo.”
    Il brano musicalmente è anche uno dei più riusciti del disco, presentandosi come una classica cavalcata che si apre armonicamente su un coro stupendo in cui anche la voce aggressiva di Ludek viene stemperata dalla melodia ma acquisisce anche potenza.
    Concludiamo consigliando il CD a chi ama il classic metal e sottolineiamo la buona produzione e l’ottimo lavoro di grafica per il booklet curato dagli stessi ragazzi della band.

    Leonardo Cammi

    Voto: 7/10



    ::Tracklist::

  • 01. Read The Stars
  • 02. No Middle Ground
  • 03. Truth Will Out
  • 04. Trigger Your Fantasy
  • 05. Fools Don't Change
  • 06. Fire Bell
  • 07. Evermore
  • 08. Back To Zero
  • 09. The Crossroads
  • 10. Gloria




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