WHITECROSS  "Nineteen Eighty Seven"
Formazione di Chicago formatasi denl 1986 gli hard rocker Whitecross escono nel 1987 con il loro primo album autointitolato che subito riesce a colpire l'attenzione del pubblico di allora, ben abituato ai tanti capolavori che nella seconda metà degli anni '80 venivano a presentare ottime band di hard'n'heavy cristiano. Prima fra tutti c'erano ovviamente gli Stryper, ma subito dopo, sempre statunitensi, nell'epoca d'oro dell'evangelizzazione con le chitarre heavy rock, c'erano gruppi di grande valore come Barren Cross, Bloodgood ed appunto i Whitecross.
Nel 2008 la Retroactive Records, sempre più valida autrice di riscoperte e di rilancio di tante glorie del passato, ha convinto i leader della band, ossia Scott Wenzel (voce) e Rex Carroll (chitarra; nella riedizione del CD si occupa anche del basso) a registrare nuovamente il primo album "Whitecross" affibiandogli il titolo "Nineteen Eighty Seven", che altro non è se non l'anno originale d'uscita del platter.
Come da tradizione per la Retroactive abbiamo nel CD l'aggiunta di un paio di bonus track del primo Demo (la prima, 'Love On The Line', è davvero dinamica, mentre la seconda, Re:Animate, è un discreto strumentale) e con quattro brevi song nascoste che si trovano in fondo al CD (a dir la verità decisamente inutili in quanto brani tagliati e riprese di altri).
Peccato solo che rispetto alla tracklist originaria sia stata tolta la bellissima ballad 'You're Mine', che all'uscita dell'LP originale contribuì molto alla diffusione del nome della band.
Altra pecca della nuova versione del CD è l'assenza nel booklet dei testi delle song, sostituita da una lunga spiegazione di Rex Carroll di cosa h significato per il gruppo "Whitecross" e di come si è arrivati a riproporre in nuova veste questo classico.
Del CD possiamo tessere le lodi per quanto riguarda la composizione di ottimi inni heavy rock come l'anthem 'He Is The Rock', dove Carroll crea una song semplice ma dal tiro incredibile; altro pezzo su linea d'onda vicina a questa track è la dirompente e melodica 'Signs Of The End', posta in coda e dotata di un gran ritornello, che pone sugli scudi il bravo Wenzel.
Citiamo poi sempre Carroll, in gran spolvero nella parti soliste di 'Enough Is Enough', altro pezzo da novanta della release; non possiamo poi mancare di ricordare proprio con la strumentale 'Nagasake' come Rex fosse ai tempi riconosciuto come un axe-hero, grazie anche a brani come questo che pongono in ottima evidenza le sue doti tecniche ed esecutive per un assolo possente e di gran gusto.
I testi di questi brani, diretti e semplici, ci fanno ricordare quanto fosse più genuina e priva di fronzoli la proposta dei gruppi USA nell'epoca d'oro dell'heavy rock.
Leonardo "Crusader" Cammi
Voto: -