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    Autore: WINTER SOLSTICE
    Titolo: "The Fall Of Rome"
    Label: Metal Blade
    Anno: 2005
    Nazione: USA
    Sito Ufficiale: www.wintersolstice.net
    Genere: metalcore

    Forte delusione da parte di questa band americana, che con “The Fall OF Rome” ci pone di fronte ad un dilemma.
    Da un lato abbiamo un disco piatto di metalcore misto a death metal stantio, una sorta di minestrone di tutti i luoghi comuni dei due generi proposto anche in modo dozzinale e monotono. Le linee vocali in stile hardcore, opera del pessimo Matt Tarpey, sono disturbanti e sempre identiche, assolutamente inespressive (se escludiamo alcuni inserti rari di voci pulite). Passando alla parte strumentale possiamo aggiungere che la produzione è veramente ottima, ma questo fa imbestialire ancor di più vista la pochezza espressiva dei brani registrati.
    Dall’altro lato abbiamo una band che propone un concept lirico molto interessante che pone al centro della propria analisi la caduta, il disgregamento di un impero quale possa essere quello romano, con tutti i legami al mondo odierno; ovviamente tutta l’epopea viene analizzata partendo dai principi cristiani dei nostri, con testi crudi e diretti.
    Il sound alla base di “The Fall Of Rome” è basato su quanto hanno detto anni fa i riff degli At The Gates; di certo si aggiunge una dose più o meno massiccia di hardcore (soprattutto per lo stile del cantato e per l’assalto ritmico), ma questa corrente sta ormai mostrando le corde e pochi si salvano, come ad esempio gli Earth Crisis o gli All Shall Perish per il versante più death. Sembra che i Winter Solstice abbiano le possibilità di riemergere dalla massa visto che a livello strumentale e tecnico il gruppo è “in palla”, ma servirà uno sforzo non indifferente e una volontà di variare quanto più possibile l’insieme del sound (ossia l’apporto vocale e la dinamicità del riffing), che oggi appare troppo omogeneo (ossia ripetitivo e noioso).
    Proprio a questo proposito forse uno dei pochi pezzi interessanti risulta proprio ‘Courtesy Bow’, che spara riff melodici e roventi uniti a vocal lines in screaming che vengono intervallate da inserti di cantato più pulito.
    Come si diceva all’inizio che i testi risultano uno degli aspetti più interessanti, come dimostra quest’estratto da ‘The Hampton Roads Fourth Annual Parade Of The Blind’: “don't even bother trying to assemble the puzzle / for my compassion is missing / and I'm canceling wishes by the skyful / moving forward I lose track of time and my sense of sight / visit him Lord and kiss his cheek for me / and thank him for the glasses / you saved me from his grasp and cleaned all of my wounds.”
    “The Fall Of Rome” è il classico CD da consigliare solo ai fan più sfegatati del genere; gli altri possono soprassedere tranquillamente.

    Leonardo Cammi

    Voto: 5,5/10



    ::Tracklist::

  • 01. Following Caligula
  • 02. Calibrate The Virus
  • 03. Watcher
  • 04. Courtesy Bow
  • 05. The Fall Of Rome
  • 06. Malice In Wonderland
  • 07. 55/23
  • 08. The Hampton Roads Fourth Annual Parade Of The Blind
  • 09. To The Nines
  • 10. L'aeroport




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