Report..†..Report..†..Report..†..Report..†..Report..†..Report..†..Report..†..Report..†..Report..†..Report..†..Report..†..Report
Altre informazioni

Report

  • ELEMENTS OF ROCK: 21/04/06
  • ELEMENTS OF ROCK: 22/04/06
  • ELEMENTS OF ROCK: 20/04/07
  • ELEMENTS OF ROCK: 21/04/07
  • ELEMENTS OF ROCK: 25/04/08
    italiano/english
  • ELEMENTS OF ROCK: 26/04/08
    italiano/english
  • ELEMENTS OF ROCK: 22/05/09
  • ELEMENTS OF ROCK: 23/05/09
  • ELEMENTS OF ROCK: 05/03/11



  • FOTOALBUM
  • Freakings
  • Rex Carroll Band
  • Deuteronomium
  • Fallen Walls
  • Elements Of Rock   04/03/2011    

    Uster   (Svizzera)   Stadthofsaal


    L'edizione 2011 dell'Elements Of Rock passerà indubbiamente alla storia come quella delle reunion. Infatti in questa tradizionale kermesse di christian metal svizzera abbiamo avuto modo di rivedere sul palco gruppi del calibro dei leggendari hard rocker Whitecross (riformatisi in questi ultimi anni con la line-up che comprende sia il singer Scott Wenzel che il chitarrista Rex Carroll, che sono riusciti a superare i motivi della separazione avvenuta nel lontano 1992 dopo la pubblicazione di "High Gear"), dei bravissimi ma sfortunati power progressive metaller Sacred Warrior (gruppo in grado di sfornare quattro ottimi album a cavallo fra gli anni '80 e i primi '90 e troppo velocemente accostato ai Queensryche), degli Antestor, re indiscussi del black metal cristiano (questa reunion sotto certi versi è la più spettacolare in quanto i nostri sono stati sommersi nel corso degli anni da innumerevoli richieste dei fan volte a rivedere il gruppo nuovamente attivo) ed infine dei power metaller tedeschi Lightmare, autori soprattutto del mai dimenticato album "The Fool" (e anche di altri due EP all'insegna di un power tedesco non eccessivamente prevedibile).
    Altra caratteristica importante del festival di quest'anno è la presenza di alcune band che si dichiarano manifestamente non cristiane (anche se nella line-up sono presenti membri cristiani, quali il singer degli Emerald e il bassista ed il chitarrista dei Twinspirits) come gli italiani progressive Twinspirits e gli svizzeri classic metal Emerald; per ovvi motivi, seguendo le linee redazionali di Holy Steel, ometteremo di commentare i concerti di queste band.


    FREAKINGS
    Gli svizzeri Freakings sono un power trio di thrash metal che si pone sul palco fin dai primi momenti con la giusta spavalderia e sicurezza; il problema, per questo opening 2011, è la confusione a livello compositivo dei pezzi presentati (pochi) che sono "uccisi" da un'eccessiva eterogeneità compositiva.
    Il thrash dei nostri risulta quindi a tratti eccessivamente "rude" con linee vocali in quasi growl che stonano con i brani proposti, a partire dall'iniziale 'Delusion', pezzo dal sapore rock-thrash.
    Nonostante la pressapochezza esecutiva di questo pezzo e i suoni pessimi (che non sono certo da imputare alla band) la tipologia di sound di questa track può sembrare il meglio per i Freakings.
    Peccato che poi i nostri si distacchino da questa matrice per inserire anche parti più melodiche e introspettive (come nel caso di 'The Cross Is Empty', che oltre ad essere indigeribile si avvale di riff chiaramente scopiazzati dai Metallica del periodo Black Album) o ancor peggio momenti più veloci ai limiti del death che si rivelano una tortura per gli ascoltatori.


    Jonathan Brutschin, chitarrista-cantante, non è suo agio nella duplice veste e spesso arranca; anche il batterista Simon Straumann non risulta esser presente con un'efficacia che in un trio di thrash è assolutamente necessaria per la linea ritmica. L'unico elemento del gruppo che sembra esibirsi con scioltezza ed anche suonare con un certo ardore (il basso è sempre in evidenza) è il bassista Toby Straumann, che non manca di muoversi a destra e a manca sul palo come un novello Frank Bello.
    I Freakings non sembrano essere intimoriti dall'impatto non certo eccelso che provoca la loro esibizione su un pubblico ancora assai esiguo a livello numerico e nella persona del cantante Jonathan non mancano di sfoderare grinta e messaggi evangelici che ci fanno intendere quanto sia importante per loro il cristianesimo palese presente nelle loro lyric.
    Certo, questo fervore non è sufficiente per premiare con la sufficienza il gruppo, che forse si è rivelato il peggiore da tanti anni a questa parte fra quelli esibitisi all'Elements Of Rock.


    REX CARROLL BAND
    Dopo la buona esibizione della band italiana progressive Twinspirits (non cristiana) è il turno di una delle rivelazioni del festival, ossia della Rex Carroll Band.
    Rex Carroll infatti, già presente con i Whitecross, ha permesso ai presenti di gustare uno spettacolo totalmente inedito per il pubblico della Stadthofsaal, ossia un concerto di sano, ruvido e genuino blues rock!
    La line-up del gruppo è semplicemente formata da Rex alla voce e chitarra più gli altri due membri dei Whitecross escludendo solo il singer Scott Wenzel; parliamo quindi del batterista Michael Feighan e del bassista Benny Ramos. La formula sembra, sin dalle prime note, ben collaudata ed in grado di lasciar il giusto spazio a tutti i musicisti, nonostante ovviamente l'esposizione principale venga data al chitarrista.
    Il progetto della band blues rock è iniziato in seguito alla fine del rapporto di Carroll con i Whitecross ed anche dopo la conclusione della storia del super-gruppo King James (autore di due ottimi album, che vedevano nella line-up anche mostri sacri come il batterista degli Stryper Robert Sweet).
    A metà anni '90 Rex Carroll decide di tornare alle origini assaporate nella sua città, Chicago; lo sbocco al blues è naturale e passa da un primo episodio più arioso e classico come "The Sessions" del '95 per giungere alla formula del recente album "That Was Then, This Is Now" (2010), che propone una formula decisamente più aggressiva in linea anche con i mai dimenticati Rez (fonte d'ispirazione sia per Rex che per Scott Wenzel).


    La set list del concerto dell'Elements è proprio incentrata sul blues rock sanguigno e potente dell'ultimo album ed inizia con l'opener dello stesso, ossia la rutilante 'Find A Way.'
    Il pubblico, che nel frattempo è aumentato considerevolmente di numero, apprezza parecchio l'approccio verace e potente dei nostri, che anche se non suonano metal, sfoderano energia a quantità industriali.
    E' sorprendente vedere come tanti ragazzi amanti di metal decisamente estremo si mettano a fare headbanging come folli seguendo le plettrate del vecchio leone Rex che ormai ha perso la criniera (Carroll è sempre stato presentato in tutti gli album dei Whitecross con lunghi capelli a boccoli rosso-arancioni ma il passare degli anni ha avuto la meglio sulla folta chioma); quel che rimane è ben coperto da una bandana di cuoio da vero rocker.
    Non mancano anche, nella set list, momenti più intimistici, ma è soprattutto l'energia a farla da padrone, come nel caso della ritmatissima 'Circle Of Love'. Sono poi innumerevoli gli assoli di raro pregio effettuati da Rex, che sfoggia una serie infinita di soluzioni tecniche volte a conquistare il pubblico con evidente successo. Infine, elemento da non sottovalutare, Carroll non manca quasi mai di introdurre con frasi ad effetto le canzoni, parlando a volte di fede ed a volte di blues.
    Il concerto si conclude con un vero trionfo per il trio, che ha saputo innervare di energia una platea che sembrava un poco "afflosciata".


    DEUTERONOMIUM
    Con i finlandesi Deuteronomium abbiamo il secondo momento clou ed anche il migliore della prima serata del festival.
    Già presenti nell'edizione 2008, i nostri tornano forti di un album ed un EP nel paniere delle loro release, con tante canzoni nuove da proporre agli ascoltatori che con loro diventano parecchio numerosi (si registra senz'altro il picco di presenze con il concerto dei Deuteronomium; dopo questa performance il numero dei presenti calerà paurosamente).
    Come per la precedente edizione il giudizio complessivo sulla performance della band è nettamente positivo. I Deuteronomium sono assolutamente degli "animali da palco"; questa è la loro dimensione ideale, dove il loro thrash-rock può sprigionare un'energia ed un trasporto assoluto. Il gruppo ha poi dalla sua il fatto di poter contare su di un frontman e chitarrista di assoluto pregio come il biondo-crinito Miika Partala, in grado, durante lo svolgimento dello show, di fungere da intrattenitore di ottimo livello.
    Miika non è solo un ottimo musicista e cantante come dimostra la passione che ci mette nel proporre messaggi di fede agli astanti o come nel caso del toccante episodio di cronaca recente che il singer ha citato (ossia l'omicidio in Pakistan del ministro cristiano Shahbaz Bhatti, freddato da estremisti islamici di fronte alla casa della madre, in quanto difensore della donna cristiana Asia Bibi condannata alla pena di morte per "presunta" blasfemia); Il frontman ha citato il fatto di cronaca per sottolineare che come cristiani non ci si debba mai arrendere, anche di fronte ad episodi come questi, poichè il messaggio d'amore del nostro credo alla fine vincerà.


    Il concerto dei nostri apre all'insegna dell'antico con la rokkeggiante 'Crosshope' che arriva addirittura dai primordi, dall'EP "Tribal Eagle" e si dipana toccando un po' i vari momenti della carriera della band, passando da classici come la sparatissima e thrashy 'Spell Of Hell' o la rokkettona 'Black Raven' o ancora, in conclusione, l'affascinante preghiera in musica, ossia la melodica 'Northern Praise'.
    Non sfigurano, di fronte agli hit del passato, anche le ottime song dell'ultimo album "From The Midst Of The Battle", ossia l'opener 'Fields Of War' o 'Song Of The Saved', oppure ancora 'Of Life And... Death', tratta dall'ultimo EP "Retaliatory Strike". Rispetto ai brani più datati le ultime composizioni risultano un poco più articolate e anche convincenti anche se manca magari un pizzico dell'immediatezza che hanno i pezzi più vecchi.
    A costo di ripeterci sottolineiamo nuovamente, per i Deuteronomium, una netta differenziazione dall'esibizione live, grintosa e convincente, rispetto alle registrazioni dei loro album, non così eccelse ed efficaci (soprattutto le più datate).
    Alla fine della set list i nostri vengono richiamati a gran voce dal pubblico per un bis di due brani, il classico 'Tribal Eagle' e la recente 'A Thorn Through Your Flesh', che concludono nel migliore dei modi il concerto dei finlandesi.


    FALLEN WALLS
    Dopo i grintosi Deuteronomium è il turno degli epic classic metaller Emerald (gruppo non cristiano), che non convincono appieno.
    Di fronte poi ad una Stadthofsaal praticamente vuota (saranno rimaste all'incirca una trentina di persone) salgono sul palco i tedeschi Fallen Walls, autori di un melodic thrash metal assolutamente degno di nota ed interessante. I nostri hanno realizzato nel 2007 un Demo intitolato 'Nekropolis' e sono tornati ora alle stampe con un nuovo lavoro che viene presentato all'Elements e farà la parte da leone della loro esibizione.
    La song opener è proprio 'Your Way Of Life' che presenta un ospite del tutto inaspettato, ossia un musicista che suonerà per tutto il corso della song un didgeridoo, che con il suo suono monotono e profondo dona al pezzo un afflato tribale davvero interessante.
    Il concerto continua con l'articolata 'Sindesease', ancora una thrash song tutt'altro che prevedibile.


    Il frontman Timon Kokott fa di tutto per accentrare sul palco l'attenzione dei pochi presenti ma forse la stanchezza del pubblico (siamo ormai vicino alle due di notte!) non l'aiuta molto, per non parlare dei problemi tecnici.
    Infatti sembra che purtroppo il batterista non riesca a sentire in spia gli altri musicisti e questo provoca ben due stop alla rutilante 'Cleansed By Blood' (presente su "Nekropolis"), pezzo veloce in cui la linea ritmica riveste un'importanza primaria.
    La depressione coglie i musicisti che decidono di dare forfait dopo la successiva 'Relieable Sanctuary'. Un vero peccato che i Fallen Walls non abbiano potuto dir la loro al meglio delle possibilità, in quanto i pochi brani proposti con adeguate possibilità tecniche hanno fatto intravedere un gruppo con idee da approfondire e conoscere.
    Finisce così la prima giornata dell'Elements Of Rock 2011, caratterizzata dalla presenza di un pubblico poco numeroso (forse questo venerdì è stato uno dei meno seguiti nella storia del festival), stremato ma gaudente per le performance di Rex Carroll Band e Deuteronomium.


    live report di Leonardo "Crusader" Cammi
    foto di Monika "unblack sister" Laciak