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    GLENN KAISER BAND
    15/03/2006
    Baranzate (MI)
    Chiesa “Gesù vive”



    In una serata di metà marzo abbiamo l’opportunità di ascoltare live un musicista dalla storia lunghissima, che ha fondato uno dei primi gruppi hard rock d’ispirazione cristiana, i Resurrection.
    Si tratta di Glenn Kaiser (chiatarra e voce) e del suo “power trio”. Insieme al noto chitarrista e abbiamo il compagno di mille battaglie Roy Montroy (con lui nei Rez) al basso e Ed Bialach alla batteria.
    Il concerto si tiene in una sde un po’ anomala forse per un concerto di rock blues ma ben presto si capirà che la cornice all’evento è più che azzeccata.
    Lo show si svolge per l’appunto nella chiesa evangelica “Gesù vive” di Baranzate (MI) e sin dalle prime battute, all’ingresso dell’edificio spoglio di ornamenti religosi (come da tradizione per la confessione evangelica), notiamo l’atmosfera di fratellanza molto bella che permea l’edificio.
    Gli organizzatori dell’evento hanno preparare banchetti tematici sia di letteratura sia musicali, con esposizione e vendita dei lavori di Glenn Kaiser.
    La serata vera e propria inizia quando Denny Hurst, organizzatore dell’evento, con la moglie Maureen, descrive l’evento del festival rock/metal cristiano Rock On The rock che quest’anno celebra la sua quarta edizione.
    I coniugi Hurst hanno preparato un DVD che ripercorre la storia dell’evento sino alla terza edizione e lo proiettano ai presenti.
    Il ritorno di interesse è palese e sembra proprio che il filmato proposto abbia incuriosito chi ancora non conosceva il festival.
    Ben presto, nel frattempo, la sala si riempie di famiglie e di giovani, che vengono a formare una bellissima cornice, gioiosa e festosa.


    Quando il “power trio” sale sul palco notiamo già che un folto gruppo di sostenitore inizia anzitempo ad applaudire i musicisti americani.
    La prima parte del concerto si rivela la più “tosta”; vengono infatti eseguiti i pezzi più hard del repertorio della band.
    Si inizia con ‘Torch’, che è anche l’opener del recente “Live”. Il pezzo riesce subito a conquistare l’audience per la ritmica sobbalzante e robusta che lo contraddistingue. Si prosegue poi con un altro estratto dal CD live, ossia ‘The Day Love Died’, pezzo cadenzato che già evidenzia maggiormnte le cadenze blues dell’artista. Di certo la versione live del brano è più pesante e rende più possente il risultato.
    Mentre il concerto prosegue notiamo l’attenzione della band a proporre in scaletta buona parte del materiale presente nel “Live” recentemente registrato.
    Episodio legato a questo discorso e particolarmente riuscito è l’esecuzione di ‘Whisper’, un lento bluesy di rara emozionalità, che avrà sicuramente toccato il cuore di molti presenti.
    I testi di Glenn, profondamente cristiani, vivono la fede in Cristo con genuino trasporto ed anche le parole con le quali l’artista introduce alcuni dei brani in scaletta ci fanno notare come lui stesso consideri il blues come un vero e proprio linguaggio evangelizzatore.
    Momento toccante è stato quado Glenn ha confessato di aver molte cose di cui vergognarsi della vita precedente all’incontro con Cristo e quindi quanto questo l’abbia aiutato a capire che la sua vera vita era al servizio del Signore in un viaggio perenne di evangelizzazione tramite la sua musica e la sua vita in famiglia (Glenn rivela anche di esser sposato da 34 anni).
    La parte “strong” della setlist della GKB si conclude con l’ottima ‘Full Time Love’ (anch’essa tratta dal live’).


    A questo punto abbiamo la possibilità di inoltrarci in un vero e proprio percorso alle radici del blues, con Glenn che si esibisce in un set acustico con chitarra e poi con armonica a bocca.
    Vengono eseguiti in questo senso tre pezzi molto delicati e pregni di significato che in parte sembrano esser noti al pubblico presente che ne canta alcuni parti con l’artista.
    Si tratta in particolare di ‘The Great Change In Me’ (parole del rev. Gary Davis), che parla dell’incontro con Cristo, ma anche di ‘My Strength, My Song’ e di ‘You Got To Move’, che significa “devi muoverti’. Quest’ultimo brano viene introdotto da Glenn con una vera e propria esortazione ai presenti afinchè non si lascino ammorbare dal torpore quotidiano e si “diano una mossa in positivo”.
    Conclusa la parte più delicata del concerto i musicisti riprendono in mano gli strumenti elettrici per dar vita nell’ultimo tratto ad un vero e proprio affondo “blues” partendo da ‘Runaway Train’ in cui i nostri inseriscono numerosi assoli ed improvvisazioni a tema; si può dire che questo pezzo sia un vero e proprio esempio calssico di cosa significhi suonare rock blues con anima e corpo.
    E’ poi anche il turno del vero e proprio manifesto del sound proposto dalla GKB, ossia ‘Everybody Understands The Blues’, che suscita il giusto clamore fra gli astanti.
    Nel frattempo sul palco si è aggiunto un secondo chitarrista, Filipo, amico di Glenn, che doppierà la chitarra dell’americano con buoni risultati negli ultimi pezzi suonati.
    Il concerto giunge alla conclusione con un pezzo molto classico come ‘Queen Of My Heart’, che pone un sigillo ideale su un concerto ed una serata di puro ed incontaminato rock blues di grandissimo livello.

    Setlist:
    Torch
    The Day Love Died
    Whisper
    Do Lord
    Crossroads Blues
    Trouble
    Full Time Love

    {solo acoustic set}
    The Great Change In Me (Rev. Gary Davis)
    My Strength, My Song
    You Got To Move (Blind Willie Johnson)

    Runaway Train
    Sweet Home Chicago
    Everybody Understands The Blues
    If I Leave This World Tomorrow
    Queen Of My Heart


    Leonardo Cammi




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