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    MARKONEE
    + CHERRY LIPS
    03-03-2007
    Verona
    Lucille



    Vale la pena fare un po’ di strada per essere partecipi di una bella serata all’insegna del rock, specie se questa musica riesce a trasmetterti qualche messaggio un po’ profondo? Nel caso dei bolognesi Markonee la risposta è senz’altro sì! Il quintetto, attivo già dal 1999, sta portando in giro per l’Italia da alcuni mesi i pezzi del primo disco ufficiale, intitolato “The Spirit Of Radio”, un concept album che descrive le varie fasi della vita di Guglielmo Marconi, studioso prodigioso, il cui nome non ha bisogno di spiegazioni. In questo disco viene naturalmente preso in esame il personaggio da un punto di vista umano, con i suoi pregi e i suoi difetti, i momenti di gloria e quelli di caduta, ma è data anche una grande importanza alla matrice spirituale e al rapporto che Marconi instaura con Dio, al quale si rivolge spesso come un’entità superiore, ma alla quale si sente molto vicino in diverse occasioni.
    Contestualizzazione a parte, la serata si svolge all’interno del Lucile, graziosissimo locale di Verona, molto ampio, che si contraddistingue per le sue sedie coloratissime e per le pareti tappezzate di locandine di film famosi. La serata è aperta da un quartetto di ragazze che portano il nome succoso di Cherry Lips. Nonostante il gruppo sia attivo da un paio d’anni, e nonostante la giovane età di tutte, giustificazione di una serie di piccole incertezze e imperfezioni dal vivo, la performance risulta comunque molto interessante, soprattutto perché gioventù è anche sinonimo di grandissima energia, caratteristica molto ben evidente in questo caso. Il gruppo propone sette pezzi, alcuni dei quali di propria composizione, all’insegna di un hard rock ancora legato agli anni ’80 e fortemente influenzato dai Kiss, ma comunque valido. Le Cherry Lips sono quindi una band da seguire con attenzione, in quanto stanno scaldando i motori per il grande balzo.


    È poi il turno dei Markonee, che sfoggiano un repertorio classico, basato principalmente sui brani portanti di “The Spirit Of Radio”, con l’aggiunta di alcune cover di tutto rispetto. Fra queste si possono citare ‘Living After Midnight’ e ‘Breaking The Law’, entrambe dei Judas Priest, un’insolita ‘Up Around The Bend’, che proviene da “Cosmo’s Factory” dei Creedence Clairwater Revival, e ‘Time Warp’, colonna portante dell’ironico e dissacratorio “Rocky Horror Picture Show” (lo so che in ambiente ecclesiastico questo musical non è visto di buon occhio, ma tant’è…). C’è poi da segnalare un bel momento di coralità, durante il quale Markonee e Cherry Lips presenziano insieme sul palco ed eseguono ‘Lick It Up’ e ‘I Wanna Rock And Roll All Night’; è il segnale del fatto che fare rock and roll significa in primo luogo divertirsi e far divertire, creando situazioni inedite e spesso irripetibili, veramente quelle che rendono una serata speciale anche per uno spettatore.
    Per quanto riguarda invece il repertorio proprio, si inizia con ‘Modern Time Clockwork’, ‘Colors’ (brano per il quale è stato anche preparato un video, girato a Sarajevo durante il tour dello scorso anno) e ‘Officer And Gentleman’, brano che descrive la partecipazione di Marconi alla Prima Guerra Mondiale. Il momento della sofferenza è ben descritto anche nella velocissima ‘Burning’, in cui si narra il momento dell’incidente stradale in cui Marconi perse l’uso di un occhio (eccesso di onnipotenza forse?). Il ciclo descrittivo sullo scienziato bolognese è rappresentato da ‘Marconi’, nuovo singolo di imminente uscita, nonché momento di forte coinvolgimento del pubblico grazie ai suoi cori scatenati. L’insieme si completa con ‘Every Beat Of My Heart’ e con ‘Loved Land’, pezzo che descrive tutto il profondo affetto di Marconi per la sua terra di origine, lui che si vede costretto, ad un certo punto della sua vita, ad emigrare oltre oceano per ottenere maggiori riconoscimenti che in Italia non gli erano riconosciuti, sebbene meritatissimi.
    I Markonee dichiarano sempre che le loro setlist non superano mai i tre quarti d’ora perché non ce la fanno fisicamente, e preferiscono concentrare tutto in poco tempo; sarà il cambio di regione, sarà la ventata di giovinezza portata dalle Cherry Lips, fatto sta che in quest’occasione si va ben oltre il tempo dichiarato, e la carica sul palco e l’entusiasmo sono assolutamente gli stessi, per non dire che crescono anziché calare con il passare dei minuti. Il bilancio è quindi assolutamente positivo anche sotto questo aspetto, per un gruppo ottimamente amalgamato e coeso, che aspetta solo il momento giusto per tirare la zampata definitiva e aprirsi la strada verso un successo più ampio. Sarebbe veramente ora.


    Anna Minguzzi




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