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RecensioniInterviste |
Il festival di metal classico e secolare Play It Loud, giunto alla sua terza edizione, si è rivelato una bella maratona di musica metal. I concerti sono iniziati sin dalle 14.00 di pomeriggio e si sono susseguiti fino alle tre di notte. Si sono esibiti, sul palco del Ke Me Meo di Argelato (BO), tanti gruppi soprattutto di metal classico e tradizionalissimo thrash metal.
Ovviamente, per noi, in quanto corrispondenti di HolySteel, il momento più importante è stato l’esibizione dei Martiria.
La band italiana con il americano cantante Rick Anderson (ex-Warlord) ha iniziato il proprio show alle 20,00, entrando on stage come un fascio di luce che abbaglia l’oscurità.
La prima osservazione importante da fare è che la band, essendo formata da musicisti italiani e singer statunitense, si trova per la prima volta a suonare dal vivo con la formazione ufficiale. Colpisce molto il fatto che quest’esordio on stage arrivi dopo ben tre album registrati.
Il concerto inizia nel migliore dei modi con la lunga song ‘The Cross’, tratta dal secondo CD “The Age Of The Return”, che sarà un po’ il piatto forte di questa prova dal vivo. Va aggiunto che la scelta di cominciare con un brano che parla della crocifissione proprio quando si entra nel periodo della Quaresima per il credo Cattolico è quanto di più azzeccato ci possa essere e sicuramente ci fa riflettere anche sulla sofferenza e morte di Gesù Cristo. Il gioco di luci rosse molto forti che fanno da sfondo al palco accentua ancor di più il lato mistico dell’esecuzione del pezzo, quasi a ricordare il sacrificio del sangue versato dal Figlio di Dio.
La spiritualità del momento è stata ulteriormente sottolineata dai cori e dalla postura del cantante, che è rimasto a lungo con le braccia allargate.
Il secondo pezzo proposto, sempre da “The Age Of The Return”, è stato ‘Misunderstanding’; a questo punto il cantante ha salutato calorosamente il pubblico presentandosi come ex singer degli leggendari Warlord ed esternando quanto sia importante questo momento per i Martiria che per la prima volta riescono a suonare dal vivo con la formazione ufficiale.
Nel prosequio del concerto non è stato dimenticato anche il primo album “The Eternal Soul”, da cui sono state tratte l’ottima ‘The Most Part Of The Men’ e la folkeggiante ‘Celtic Lands’.
Andy Menarini, il chitarrista, oltre a ricamare con grazie ed abilità riff melodici e toccanti ha espresso un’evidente gioia nell’eseguire finalmente dai vivo i propri brani.
Considerando che comunque il gruppo ha realizzato di recente la terza opera della propria carriera, ossia “Time Of Truth”, non sono mancati due brani da questo CD, in particolare l’epica ‘Prometeus’ e l’altisonante ‘Give Me A Hero’. Le due track, caratterizzate da grandi riff e maestose linee ritmiche, hanno da un lato sottolineato l’ottimo lavoro di Fabrizio La Fauci alla batteria, dall’altro posto sugli scudi l’operato del bassista Derek Maniscalco, che con un’espressione concentrata ed attenta ha pizzicato con precisione e sentimento le corde del proprio basso, presentandosi, a livello di immagine, avvolto in un lunghissimo cappotto di pelle nero.
Rick Anderson ha suscitato un moto di sorpresa in tutto il pubblico presente, quando, per introdurre l’ultimo brano ‘The Age Of The Return’, ha declamato al microfono in un italiano perfetto: “Gesù Cristo vive!”
Per un breve istante è sceso il silenzio in sala in quanto forse nessuno si sarebbe aspettato una dichiarazione così evidente di evangelizzazione in un contesto secolare ma il pubblico ha reagito bene, sia con grida di approvazione che con applausi.
In conclusione i Martiria hanno convinto con un ottimo show, anche se alcuni problemi tecnici saltuariamente non hanno permesso di sentire nel migliore dei modi la prova del singer, che ha convinto in pieno con la sua personalità spiccata e il suo carisma, insieme al resto dei musicisti che compongono questo gruppo.
A questo punto ci sentiamo anche di inviare un ringrazioamento a Giuliano Mazzardi, proprietario della My Graveyard Productions e organizzatore del festival Play It Loud, per aver dato spazio a questa band colma di talento e chiaramente per buona parte della propria ispirazione indubbiamente "cristiana".
Setlist:
The Cross
Misunderstandings
The Most Part of the Men
Celtic Lands
Prometeus
Give me a Hero
The Age Of The Return