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    PEDRO THE LION
    THE AMAZING PILOTS
    SHE CRIES ON MONDAY
    08/09/2005
    Milano
    Transilvania Live



    Il primo raduno degli utenti iscritti al forum di “Holysteel” è coinciso con il concerto del cantautore americano David Bazan, in arte Pedro The Lion.
    Il concerto si è tenuto al Transilvania Live, locale di Milano famoso per concerti cosiddetti ‘alternativi’. Prima di Pedro The Lion si sono esibiti altri due gruppi: She Cries On Monday e The Amazing Pilots e già dalla loro esibizione ci si è potuti rendere conto della pessima acustica del locale.
    Purtroppo, come ben sappiamo, la scena musicale cristiana non è sponsorizzata in Italia: per le strade di Milano non vi erano cartelloni pubblicitari che pubblicizzassero il concerto dei Pedro The Lion ed al concerto, come inevitabile conseguenza, non si sono presentate più di una cinquantina (e sono di manica larga) di persone.


    Insieme agli altri tre amici passiamo una trentina di minuti a parlare di musica, conoscerci meglio e scambiarci pareri e impressioni sul sito, sulla musica e quant’altro, finchè compaiono sul palco i romani She Cries On Monday: un gruppo formato in realtà dal solo cantante chitarrista che nei vari concerti, però, viene accompagnato da un amico batterista ed un altro chitarrista.
    Suonano per circa 20 minuti proponendo un buon pop-rock acustico molto melodico: si possono riscontrare nette influenze da Jeff Buckley, Coldplay, Francesco De Gregori ed in generale dal pop acustico che sta ricevendo sempre più consensi in questi anni. La voce del cantante è pulita, abbastanza calorosa, carina: non lascia senza fiato ma non fa neanche rimanere inorriditi. Il gruppo suona bene, durante la loro esibizione il tempo scorre veloce, il pubblico sembra interessato, forse un po’ distratto, ma comunque prova interesse per questo ragazzo romano il cui problema sarà quello di differenziarsi dal resto dei gruppi che suonano lo stesso genere, trovando qualcosa che lo renda particolare. Le premesse sembrano esserci, speriamo sia una promessa per la musica italiana.


    Terminato il loro concerto viene preparato il palco per i The Amazing Pilots, gruppo a noi sconosciuto, di cui non avevamo mai nè sentito parlare nè ascoltato nulla. Fiduciosi aspettiamo, anche se forse immaginiamo già che tipo di sound stiamo per affrontare. Dopo poco tempo si presentano sul palco tre ragazzi: un batterista in maglietta trasandata e scarpe da tennis, in perfetto stile giunge, che lascia immaginare un suono vigoroso e colpi netti e potenti al rullante; due chitarristi, di cui uno anche cantante, vestiti in giacca, in modo decisamente più serio ed elegante del batterista, creando, sul palco, un bel contrasto.
    I ragazzi iniziano a suonare, viene data loro una mezz’oretta circa di tempo che si fanno bastare per mostrare tutta la loro classe! Il suono è diverso da quello dei She Cries On Monday: i nostri usano le chitarre elettriche, non si adagiano su un suono statico,; nella loro performance si possono facilmente ritrovare continui cambi di tempo, passaggi di chitarra che ricordano i Rolling Stones, canzoni che sanno vagamente di country-rock.
    A testimonianza della mancanza di staticità nel loro suono e del fatto che suonano divertendosi vi è ad esempio l’uso dello xilofono e della diamonica durante un loro brano. Questi ragazzi sono bravi davvero e hanno anche una forte componente melodica nelle loro canzoni che rende il loro sound decisamente di facile accesso, un buon punto di partenza per chi volesse avventurarsi in questo genere di musica. Di grunge, infine, non ve ne è neanche l’ombra.
    Al termine della loro esibizione il pubblico attende lui, David Bazan, e anche noi, soddisfatti dello show appena terminato, siamo in attesa.


    Ben presto compaiono i Pedro The Lion e ciò che colpisce positivamente è l’aumento considerevole di pubblico sotto il palco rispetto all’esibizione precedente. Ci avviciniamo anche noi per poter vedere bene in faccia il cantante-chitarrista dalla voce calda, pulita, quasi sofferente. Bazan ed il suo gruppo propongono un indie-rock non molto melodico, a volte con qualche rimando emo, abbastanza scarno nel suo insieme ma molto incisivo per gli amanti del genere.
    La voglia di sperimentare che avevamo riscontrato nel gruppo precedente viene a mancare: i Pedro The Lion si adagiano su un suono uniforme che avrà fatto urlare di gioia gli amanti, annoiato gli altri. Sono state proposte canzoni tratte dall’intera discografia della band e ci sono stati brani prettamente più melodici che infondevano un senso di allegria particolarmente marcato, dovuto forse al contrasto con i pezzi precedenti.
    I membri della band che hanno accompagnato Bazan hanno suonato bene, senza mai salire in cattedra per lasciare spazio alla voce del cantante che infondeva un senso di malinconia nel locale, unito, però, a dolcezza. L’atmosfera così creata era particolare, di rilassatezza e quasi di intimità con se stessi.
    In conclusione è stato un bel concerto, durato in totale circa due ore e mezza in cui, personalmente, ho conosciuto tre amici e compagni, brindato al sito e ascoltato, tutto sommato, buona musica.

    Davide Dalò




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