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    ROCK ON THE ROCK
    23/07/2005
    San Michele - Gardone Riviera (BS)
    Campo Sportivo



    DIARIO DI BORDO

    IL VIAGGIO E L’ARRIVO AL ROCKONTHEROCK
    L’edizione del Rock On The Rock di quest’anno si è tenuto a San Michele, una frazione del comune di Gardone Riviera, in provincia di Brescia ed è durato in totale tre giorni. Io sono andato a sentire i gruppi che si sono esibiti nella seconda giornata, il 23/7: Gleam Joel N’ Crew, Antidemon, Mammuth e Altripercorsi; ma ripercorriamo insieme l’intera giornata :-).
    Parto da Milano con due amici verso le 16.45 del pomeriggio, e la giornata non è iniziata nel migliore dei modi in quanto è stata una mattinata calda, molto calda e per un amante di temperature decisamente fredde, l’estate non è un piacere; ignorando completamente che di sera, in una località a 400 metri circa di altezza dal livello del mare possa fare un leggero freschino, impavido, mi metto alla guida indossando una maglietta a maniche corte, molto estiva. Il viaggio è piacevole, ma appena dopo 30 minuti mi ricordo che mi sono dimenticato a casa un registratore per fare le interviste ai membri delle bands, così tiro giù un bel porca miseria detto un tantino più volgarmente e continuo a guidare.
    Ovviamente sbaglio strada perchè mi perdo la deviazione per San Michele ma me ne accorgo quasi subito, così faccio inversione e finalmente dopo un viaggio di un paio d’ore raggiungo il campo sportivo dove si tiene il rockontherock. Il sole è caldo, ma almeno non c’è quella cappa di umidità propria di Milano e mi sento un tantino sollevato.
    Comunque fa caldo. Il festival sembra (e poi avrò modo di appurare che lo è stato davvero) organizzato bene: c’è la possibilità di cenare senza essere spennati, ci sono bancarelle in cui si possono comprare gli album degli artisti che si esibiranno di lì a poco, felpe e magliette dal chiaro messaggio Cristiano; le persone sembrano accoglienti e il clima umano in cui mi ritrovo è molto bello e caloroso.
    Incontro Denny Hurst, l’organizzatore del festival e mi rendo subito conto che è una persona tenace, che tiene a questo festival, è innamorato di Cristo e non si nasconde dal mostrarlo apertamente; grande persona. Mi dice che il giorno prima ha piovuto e che spera non piova anche in questa giornata perché la sera prima hanno dovuto interrompere il concerto dei Superhero, proprio a causa della pioggia. Appena mi dice questo, mi ricordo che non ho neanche preso in considerazione l’opzione pioggia e quindi non ho con me nessun ombrello... spero anche io che non piova!




    GLEAM JOEL N’ CREW
    Finalmente si fanno le 20.00 e sul palco sale Gleam Joel accompagnato da altri due rapper di cui uno italiano: Jomar. Non amo il rap, l’hip-pop e l’ R n’ B in generale, quindi presto poca attenzione all’inizio del concerto e molta di più alla salamella che ho davanti, anche se, comunque, ascolto l’intera esibizione.
    Joel ci mette molto impegno e attira sempre di più la mia attenzione. I suoni, come purtroppo fanno molti artisti rap, sono campionati, ma i tre ragazzi sul palco fanno di tutto per coinvolgere il pubblico ed è molto bello, in quanto questo fatto denota professionalità da parte degli artisti, nonostante il pubblico fosse costituito da un numero esiguo di persone. I tre rapper si alternano bene sul palco, Joel ha una bella voce e non canta come la stragrande maggioranza di quei rapper che passano a MTV ogni giorno; inoltre, mentre loro cantano, si esibisce, sempre sul palco, una danzatrice, molto brava, che fa da coreografia alle parole di Joel.
    Il concerto termina tra gli applausi di coloro che hanno seguito da vicino l’esibizione, pienamente soddisfatti del concerto. A fine show Joel e Jomar si mostrano molto disponibili a fare autografi, chiacchierare con i fans, stare con le persone. La cosa mi fa molto piacere davvero, in quanto denota l’umiltà di queste persone, umiltà riscontrata poi in tutti gli artisti che si sono esibite al Rock On The Rock.


    ANTIDEMON
    Alla fine dell’esibizione di Joel salgono sul palco gli Antidemon e, mentre preparano gli strumenti, si può notare che si avvicinano al palco più ragazzi di quanti ce ne fossero durante il concerto precedente. Ci avviciniamo anche io e i miei due amici e a mia sorpresa noto che manca Elke alla batteria!. Spero non abbia lasciato la band e che sia assente per qualche strano motivo ma non grave.
    Lo show ha inizio ed è letteralmente incredibile: Batista (cantante e bassista) è strabiliante: un “animale da palco”, coinvolge le persone presenti, urla, si dimena con quel basso sempre suonato a velocità supersonica, non smette un attimo di cercare il contatto con il pubblico, il suo pubblico. Rimango sorpreso dal timbro della sua voce, in quanto dall’ascolto di “Demonocidio” e “Anillo De Fuego” mi era sembrata molto meno profonda, molto più rauca e paradossalmente meno “growliana” di quanto non lo sia in realtà, e questa, per me, è stata una sorpresa molto, molto piacevole.
    Il suono era pulito, più tendente al death che al grind, eccetto nelle accelerazioni più “cattive”; possente nel suo insieme; in sostanza, un grande gruppo che propone un suono deciso, più vigoroso rispetto a quello a noi proposto negli album in studio. Sono state eseguite canzoni tratte da entrambi gli album sopra-citati e, personalmente, a me ha colpito in particolar modo ‘Massacre’, in cui Batista ha chiesto al pubblico di cantarla con lui e ha cantato passaggi della canzone con voce “pulita”, regalandoci un’emozione unica. Una nota di merito in particolare va a Kleber (chitarrista), che ha suonato davvero molto bene creando una sezione ritmica pesante ma sicura e solida. Grande prestazione. Buono anche il lavoro del batterista.
    Batista, durante il concerto, tra una canzone e l’altra, parlava di Gesù Cristo, esaltandoLo, portando il suo messaggio Cristiano non solo a livello di tematica nelle canzoni, ma come un qualcosa da raccontare ed i tal modo ha parlato di Cristo e del fatto che Lui è arrivato a farsi uccidere per noi; ha urlato la sua fede durante lo show degli Antidemon e a mio avviso, l’ha fatto nel migliore dei modi, coinvolgendo anche il pubblico in questa celebrazione del Signore.
    A fine concerto ha anche radunato presso di sè i ragazzi sotto il palco e con questi ha pregato facendo loro urlare il proprio credo. In più, terminato il loro show, Batista ha regalato al pubblico molte copie de “Il Nuovo Testamento”, in formato tascabile. In una parola: grandiosi.


    MAMMUTH
    Nel frattempo si sono fatte le 10 circa e nel breve periodo di tempo in cui i Mammuth preparavano i propri strumenti sul palco, io ho decisamente rimpianto di non avere portato una felpa!. La temperatura era decisamente fredda ma io ero fiducioso nelle mie capacità di auto-riscaldamento e così pensai che nel giro di pochi minuti mi sarei abituato alla temperatura e non avrei più sofferto il freddo... da pochi minuti da me ipotizzati sono passate tre ore circa e nel frattempo il mio corpo di scaldarsi non ne voleva proprio sapere; così, al freddo e sotto gli insulti dei due poveri amici che erano con me, e che, ovviamente, stavano gelando anche loro, poichè erano senza alcuna felpa, la serata è proseguita.
    I Mammuth nel loro disco d’esordio “Shine” hanno mostrato una maturità non da tutti, maturità che di solito viene raggiunta, quando va bene, al terzo, quarto album di una band. Per questo motivo considero i Mammuth una delle promesse migliori in ambito rock (e affini) della scena cristiana e non e avevo alte aspettative riguardo la loro esibizione. Il cantante ha una voce molto bella, intima, calda: spazia su una vasto spettro di tonalità, passando con facilità incredibile da cantati puliti a urla più tendenti a tonalità basse, gravi. Sul palco, non suonando nessuno strumento, è molto più libero nei movimenti di quanto non lo siano suoi colleghi come ad esempio Batista e questo gli ha permesso di saltare, muoversi vivacemente, buttarsi a terra e dimenarsi, comunicando una voglia matta di saltare e seguire i suoi movimenti. Una curiosità: ha fatto il concerto a piedi nudi.
    Il suono era molto buono, hanno riproposto il sound di “Shine” mostrando la stessa compattezza che emerge da questo lavoro. Le mie aspettative sono state ripagate, forse addirittura con gli interessi. Penso che i chitarristi siano molto bravi e anche live hanno mostrato tutte le loro influenze musicali che spaziano dall’emo-core alla scene indie Britannica, creando quel suono particolarissimo che fa emergere i Mammuth dal mare di bands che tentano di proporre un suono simile al loro. Tra le canzoni proposte che mi hanno colpito segnalerei ‘Shine’ e ‘No More Makeup’. Anche loro, durante il concerto hanno mostrato la loro fede a tutti, parlando, tra una canzone e l’altra, di Gesù, invitandoci a guardare alla Sua vita e ad imparare. Molto bravi davvero.



    ALTRIPERCORSI
    Terminato il loro spettacolo, scongiurato il pericolo pioggia, il freddo mi aveva ormai in pugno, ma ho avuto modo di non pensarci assistendo all’ultimo concerto della serata: quello degli Altripercorsi.
    In versione “live” i cinque nostri connazionali, hanno un suono più duro e sembrano avere maggior affiatamento di quanto emerge dall’album “Storie Vissute”, cosa che ha reso, a mio avviso, il loro concerto più interessante di quanto non lo fosse già di suo. Tra le canzoni del loro repertorio hanno eseguito ad esempio ‘Storie Vissute’ e ‘Amore Vero’.
    Alla fine, come ultima canzone hanno cantato una preghiera in cui Tony De Cresenzo (chitarrista) mi quasi commosso, in quanto c’è stato un momento in cui ha pregato il Signore mentre suonava. E’ stato un momento molto profondo, molto bello. I cinque ragazzi, sul palco sono bravi, interagiscono bene con il pubblico, anche loro cercando un contatto ed una vicinanza con le persone molto buono, scherzano tra di loro e così facendo, regalando sorrisi e allegria. I loro testi sono espliciti, non hanno bisogno di commenti, e al concerto hanno dedicato un pensiero non solo a Dio ma anche al mondo, alla rabbia che nasce da certi eventi di cronaca, facendo riferimento implicito alla violenza che ha colpito Gran Bretagna ed Egitto in questi giorni.
    Complimenti anche a loro, perchè hanno regalato un’oretta di spettacolo a tutti i presenti che se ne sono andati tutti soddisfatti, me compreso.

    CONCLUSIONI
    E’ stata una bellissima serata, passata in compagnia di persone umili pronte a non negare una preghiera o anche solo un saluto, un autografo, una foto a chiunque. E’stato uno spettacolo sia umanamente sia musicalmente parlando grandioso. L’unica pecca della serata è stato il ridotto numero di persone presenti al festival, ma sono fiducioso, e spero che l’anno prossimo molte più persone possano assistere a questo bellissimo evento.
    Tornando a casa, durante il viaggio di ritorno pensavo alla gran bella serata passata ed ero felice di notare come anche io miei due cari amici, Marco e Nicolas, fossero soddisfatti della giornata, delle band ascoltate e dell’organizzazione del festival e allora vorrei ringraziare pubblicamente colui che ha organizzato il tutto rendendo possibile questo festival: Denny Hurst.


    Davide Dalò




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