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    ROCK ON THE ROCK
    24/07/2005
    San Michele - Gardone Riviera (BS)
    Campo Sportivo



    LA GIORNATA CONCLUSIVA DEL ROTR
    Giunge così anche la terza e conclusiva giornata di concerti per il Rock On The Rock 2005.
    Come www.holysteel.com siamo riusciti a seguire il secondo ed terzo giorno dell’evento ma va subito detto, che, nonostante le difficoltà relative al cambio di locazione (che forse avrà un po’ spiazzato i fan locali) il festival è stato come sempre organizzato in modo perfetto.
    In collina, in una spazio ampio e accogliente, era possibile accedere ad un ristoro con prezzi decisamente abbordabili, nonché ad una serie di bancarelle a tema, che proponevano CD delle band impegnate nei concerti ad altri con libri e merchandising vario.
    Inoltre i tecnici che hanno lavorato ai suoni di questa edizione hanno fatto per l’ennesima volta un ottimo lavoro, complice un impianto di amplificazione notevole ed un impianto luci professionale che ha consentito uno svolgimento estremamente riuscito di tutti i concerti previsti per la serata.
    La prima band che ha calcato il palco del ROTR sono stati i francesi Space In Your Face, che purtroppo, non siamo stati in grado di seguire, perso fra i tornanti e le curve delle colline di Gardone Riviera.



    FROG OFF
    Raggiungiamo la sede del festival in tempo per poter assistere allo show dei polacchi Frog Off, autori di un genere che loro stessi definiscono frog rock, in realtà una sorta di primevo alternative-grunge che mischia Nirvana e Guano Apes, senza dimenticare qualche ritmo in stile Rage Against The Machine.
    Il sound dei nostri è senz’altro potente e investe molta della propria carica coinvolgente nelle ritmiche del bassista Ficky (in primo luogo, che salta in continuazione come un forsennato) e del chitarrista Kristal (non certo un virtuoso…).
    Un plauso a parte per la singer, la biondissima Mary, che con una buona dose di umorismo, di carica energica e luminosità riesce a conquistare gli astanti alla causa dei Frog Off.
    Le canzoni si susseguono lasciando il segno e colpisce in particolare un pezzo che viene eseguito anche se ancora non ha il testo… praticamente i nostri dedicano il brano all’Italia e cantano parole inventate al momento. Inoltre vengono suonati diversi pezzi dal loro unico album uscito, dalla potente e trascinante ‘Achtung’ alla grungy ‘Love Me’ ed ancora all’energica punk song intitolata ‘Freak’.
    Il set dei Frog Off si chiude fra gli applausi del pubblico, divertitosi per l’effervescente show, non certo di grande qualità ma senz’altro gradevole.




    PHOSPHONIC
    Dopo una breve pausa in cui il dee-jay Doug Ross, con musica alquanto discutibile, intrattiene il pubblico, ecco che arrivano anche i Phosphonic, una band di emo rock in cui militano due ragazzi svizzeri, il bassista Ben ed il batterista Phil, nonchè un ragazzo texano, il singer/chitarrista Joel William Rogers, che dimostrerà, sul palco, di essere un vero leader carismatico e pieno di buona volontà.
    Infatti, poco dopo l’inizio del concerto, Joel, infervorato dall’esecuzione di un brano, inavvertitamente cade e prende un colpo ad un ginocchio.
    Interviene anche la croce Rossa in quanto sembra che l’infortunio sia tutt’altro che da nulla, ma l’eroico Joel decide di proseguire lo show e, sedutosi su un contenitore di strumenti continua a cantare ed a suonare la propria chitarra.
    I brani suonati dai Phosphonic sono estremamente profondi e colpiscono al cuore gli astanti, anche grazie agli interventi di Joel che spiega con grande trasporto quale sia il messaggio più intimo di tutte le lyrics, dedicate all’amore per Cristo ed all’amore che Cristo dona agli uomini.
    Un plauso in particolare va anche a Maureen Hurst, che, di fianco al palco, traduce simultaneamente, senza sovrapporsi, le parole del cantante.
    Pezzi come ‘Before You’ o ‘Allelu’ toccano veramente il cuore e creano un momento di comunione molto intensa fra i presenti.
    Uno show sofferto ma che ha dato molto.




    FIRE FLY
    Tocca ai Fire Fly, band inglese di metal elettronico, concludere la terza edizione del ROTR.
    I nostri presentano in questa serata il loro nuovo album "Breathe" e colpiscono tutti gli spettatori con un sound che sa miscelare alla perfezione distorsione e melodia, con inserti elettronici e sample, opera dell’eclettico tastierista Scott James.
    Vero mattatore si conferma anche per la formazione inglese il singer/chitarrista Simon Bibby (che alcuni potranno riconoscere in quanto in passato bassista dei thrasher Seventh Angel), che introduce con passione i vari brani dello show.
    Chiaramente la fa da padrone il nuovo album, da cui vengono tratti molti dei pezzi presentati.
    Colpiscono positivamente, all’inizio, le potenti ‘Wish’ e ‘Prophesy’, che mettono subito in luce il lato metal del gruppo, ma anche gli inserti elettronici che rendono il sound dei nostri particolarmente moderno ed all’avanguardia.
    Anche la linea ritmica, composta dal bassista Mark Broomhead e dal batterista Ben Griffiths ha modo di farsi notare, grazie a song corte e “roteanti” quali ‘Blood Red Sunrise’.
    Il culmine del concerto si ha poi con l’esecuzione di ‘Illumine’, brano di caratura superiore, una vera e propria preghiera, che illustra un confezionamento di cori da brividi, veramente efficace e profondo.
    La conclusione dello show è affidata ancora una volta ad un brano tratto dal recentissimo “Breathe”, ossia, ‘Lost’, pezzo viscerale e sofferto, che chiude il festival di rock cristiano italiano nel migliore dei modi.
    I Fire FLy hanno dimostrato di avere numeri per raggiungere ogni traguardo.


    CONCLUSIONI
    il ROTR, partendo dalla base ricostituitasi quest’anno, e vantando una maggiore tranquillità per le prossime edizioni, saprà sicuramente sempre più ritagliarsi una fetta dell’interesse del pubblico italiano durante i mesi estivi.


    Leonardo Cammi




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