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Altre informazioni

Recensioni/Reviews

  • STRYPER: Against The Law
  • STRYPER: In God We Trust
  • STRYPER: Soldiers Under Command
  • STRYPER: The Yellow And Black Attack!
  • STRYPER: Reborn
  • STRYPER: Murder By Pride



  • Stryper 

    19/01/2010   Milano   Alcatraz


    Il concerto di questa serata segna un momento che val la fine di definire "storico" nell?'ambito dell'hard rock. Per la prima volta dal loro esordio negli anni '80 (1984) gli statunitensi Stryper, icona del christian metal, si esibiscono in Italia.
    Questo show era atteso con ansia da un numero neanche tanto ristretto di appassionati di hard'n'heavy e dalle nuove leve che sembrano riconoscere nelle band del periodo più fiorente del genere una sorta di paternità e di superiore autonomia artistica rispetto a quanto è arrivato in un secondo momento.

    I quattro musicisti si esibiscono da soli, a partire dalle 21,00 senza gruppi di supporto, anche perché è più che mai evidente che l'interesse per la loro performance basta e avanza a tutti.
    Basti sottolineare la presenza di diversi fan che indossano le vesti di scena dei nostri in nero-gialli aderente tipiche degli anni '80 (che tra l'altro, come si può notare dallo stile odierno gli stessi Stryper hanno abbandonato).
    Ancor più ansia c'è ovviamente tra le fila dei fan del christian metal in particolare che affollano l'Alcatraz ansiosi di cantare finalmente le song dei loro beniamini.
    La formazione storica degli Stryper è al completo; troviamo infatti Oz Fox alla chitarra, Robert Sweet (sempre più biondo) alla batteria, Michael Sweet alla voce e chitarra e il bassista Timothy Gaines.

    Sin dalle prime battute del concerto, che si apre con il classico 'Soldiers Under Command', ci si rende conto di come, nonostante l'età e i numerosi tour alle spalle, gli Stryper siano in forma strepitosa; in particolare colpisce Michael Sweet, che sembra un ventenne, senza un filo di grasso, con un fisico scolpito e una voce cristallina ed in grado di cavalcare le note più acute dall'inizio sino alla fine dello show. La prova di questo cantante ci fa intendere che la fama da lui raggiunta è di gran lunga inferiore al livello altissimo di professionalità e dote artistica che anche in questa serata esprime.
    Le dure prove che la vita ha posto di fronte a questo artista (la tragica perdita della moglie) sembrano averlo temprato ancor di più e la grinta ed energia che impegna nel suonare e cantare sembrano davvero una benedizione divina.

    Nella prima parte del concerto si alternano vecchie glorie ed estratti del nuovo corso Stryper, come la song 'Murder By Pride' tratta dall'omonimo nuovo CD oppure la cadenzata ed estremamente accattivante 'Leaf Clover' (sempre tratta dall?ultima opera). Questi pezzi evidenziano come la reunion del nostri sia avvenuta sotto il segno di una freschezza compositiva che non tutti si sarebbero aspettati; il loro hard rock "moderno" li pone sulla stessa scia di quanto stanno realizzando gli Europe, anch'essi riunitisi dopo anni di assenza dalle scene con una matrice musicale moderna e diversa da quanto veniva proposto in passato.
    Gli Stryper poi non mancano di colpire duro con uno show che presenta arrangiamenti decisamenti diretti con i pezzi fra i più violenti composti, come la quasi power 'More Than A Man', oppure l'ottima 'The Way'. Non mancano ovviamente i super classici che hanno lasciato il segno negli anni '80, come 'Calling On You', cantata con il pubblico, o la vecchissima 'Loud N Clear'.
    Alquanto singolare è invece la versione funky proposta per il noto lento 'Honestly'; questa variazione onestamente dimostra quanto siano in gamba Fox e compagni ma tradisce lo spirito della canzone e non convince.

    Nel corso dello show si inseriscono parentesi divertenti come un accenno di cover di 'Breaking The Law' dei Judas Priest (praticamente la song viene eseguita sino al primo ritornello), nonché di 'Piece Of Mind' dei Boston, che è presente sull'ultimo CD.
    E' evidente che anche il richiamo di Michael alla passione originaria di tutta la band per i gruppi icona del metal serve anche ad introdurre il CD di cover che i nostri proporranno al pubblico a fine anno.
    Più volte poi, nel corso dell'esibizione, si susseguono momenti in cui la band mostra il lato "cristiano" della propria proposta, come la benedizione che nel finale Michael Sweet rivolge a tutti i presenti.

    Inoltre i nostri, tutti insieme, non mancano di lanciare sul pubblico una quindicina di copie del Nuovo Testamento, che presenta il logo della band; questo simbolico gesto, che evidenzia l'impegno evangelico che il gruppo porta avanti da più di venticinque anni, diventa inevitabilmente anche un fatto gradito ai fan più accaniti, in quanto il testo sacro risulta inevitabilmente anche un oggetto di valore per qualsiasi collezionista della band.
    La conclusione dello show è affidata al brano più rappresentativo dei nostri, 'To Hell With The Devil', cantato da tutti a squarciagola, con l'augurio di rivedere quanto prima gli Stryper in Italia.

    live report e foto di Leonardo "Crusader" Cammi